“L’Associazione nazionale delle imprese cosmetiche condivide pienamente ogni sforzo per la protezione dell’ambiente acquatico. La nostra industria infatti sostiene tutti gli obiettivi europei e globali finalizzati a ridurre significativamente la quantità di rifiuti marini in plastica (derivanti sia da micro che da macro plastiche)“. Così Cosmetica Italia interviene sulla questione delle microplastiche in alcuni prodotti cosmetici e sul loro impatto sull’ambiente marino, all’attenzione degli organi di stampa in questi giorni. “Le numerose fonti di detriti in plastica riscontrati nell’ambiente marino sono state identificate e quantificate – si legge in una nota – Le evidenze scientifiche disponibili suggeriscono che la grande maggioranza di microplastica presente nei mari derivi dalla frammentazione di materiali plastici di grandi dimensioni. In considerazione della crescente preoccupazione dell’opinione pubblica e laddove esistono alternative applicabili, l’industria cosmetica ha già da tempo intrapreso azioni concrete per abbandonare l’impiego di microplastica nei prodotti da risciacquo, quali, ad esempio, i cosiddetti scrub“.
“Inoltre, singole aziende hanno, in precedenti e diverse occasioni, comunicato ufficialmente il loro fermo impegno a interrompere l’uso di microplastica nei propri prodotti – si legge ancora – In questo ambito si colloca anche la raccomandazione dell’ottobre 2015 che Cosmetics Europe (Associazione europea delle industrie cosmetiche), con l’accordo anche di Cosmetica Italia, ha inviato a tutti gli associati affinché, entro il 2020, sospendano l’impiego di microplastica solida, non biodegradabile nell’ambiente marino, usata come agente esfoliante e detergente nei cosmetici da risciacquo“.
“Queste iniziative volontarie sono state intraprese nonostante le prove scientifiche dimostrino che le microplastiche nei prodotti cosmetici rappresentino un contributo decisamente minore e limitato in confronto ad altre fonti – sottolinea Cosmetica Italia – Un rapporto di buona credibilità assegna ai cosmetici la responsabilità dell’apporto di microplastiche per una percentuale che varia dallo 0,1% fino ad un massimo dell’1,5% sul totale dei frammenti in plastica“. Cosmetica Italia “conferma la propria disponibilità a collaborare con i legislatori nazionali ed europei su questo tema ambientale sulla base delle evidenze scientifiche disponibili; auspica inoltre un approccio olistico per la riduzione delle micro e macro plastiche nell’ambiente marino, tenendo in debita considerazione la totalità delle fonti da cui origina questo problema e del ruolo che tutti i portatori di interesse devono assumere, senza fare oggetto di attenzione esclusiva i cosmetici“.
L’Associazione nazionale delle imprese cosmetiche segnala, infine, che sul sito www.abc-cosmetici.it “sono affidati informazioni e approfondimenti per meglio conoscere i prodotti cosmetici e il loro utilizzo“.
