La montagna, si sa, affascina anche d’estate e sono tanti gli italiani che la scelgono per la quiete, i segreti e le bellezze naturali lungo i sentieri, le emozionanti viste panoramiche. Ma per una escursione a prova di sicurezza mai improvvisare perché il rischio zero in altura non esiste. Dunque, pianificare, informarsi ed attrezzarsi sono le tre parole da tenere a mente prima di scegliere l’itinerario, che sia sempre a misura delle proprie capacità. “Il pericolo in montagna non può essere azzerato, ci troviamo in un ambiente ostile e quindi è necessario adottare tutte le precauzioni possibili”, dice all’Adnkronos Paolo Borgonovo, sovrintendente capo, coordinatore dell’ufficio attività alpinistiche del centro addestramento alpino della Polizia di Stato di Moena, in provincia di Trento.

Capitolo attrezzatura. “E’ fondamentale e va scelta in base all’itinerario se più o meno in alto. Tutti gli alpinisti sanno che sovraccaricarsi è un errore – osserva l’esperto -. Bisogna quindi riuscire a valutare la propria attrezzatura in modo tale che non manchi nulla eliminando il superfluo”. “Nello zaino non manchi mai un kit di pronto soccorso e un telefono cellulare – continua -. Se siamo a conoscenza che la zona dove andremo è senza copertura, portarsi dietro una radiotrasmittente per poter contattare in caso di bisogno. Ad ogni modo prima di incamminarsi lasciare sempre detto dovesi va. Non muoversi mai da soli: l’alpinismo in solitaria ha senza dubbio un grosso fascino ma chi decide di partire da solo si sobbarca di grossi rischi”. Post scriptum: nella pianificazione dell’itinerario, ricorda Borgonovo, “è bene alzarsi prima per anticipare la partenza avendo così a disposizione non solo più ore di luce ma anche un ritorno più sicuro prima di imbattersi magari in un tipico temporale estivo pomeridiano con il rischio dei fulmini”.