Italiani tutto sommato meno pigri, anche se questo atteggiamento è ancora piuttosto diffuso soprattutto fra le donne. In calo poi il numero dei fumatori, come pure quello di chi beve alcolici ogni giorno. Mentre aumentano gli italiani che consumano alcol occasionalmente o si concedono drink fuoripasto. E l’eccesso di peso si diffonde con una tendenza crescente nel tempo, soprattutto fra i maschi. E’ il quadro che emerge dal report dell’Istat su abitudine al fumo, eccesso di peso, sedentarietà e consumo di alcol tratto dall’Indagine multiscopo ‘Aspetti della vita quotidiana‘, diffuso a Roma e relativo al 2015.
COMPORTAMENTI SEDENTARI PER QUATTRO PERSONE SU DIECI – Nel 2015 23 milioni e 524 mila persone (39,9% della popolazione di 3 anni e più) dichiarano di non praticare sport né attività fisica nel tempo libero, un valore “stabile rispetto al 2014. Le donne sono più sedentarie degli uomini (44,3% contro 35,1%)“. Le persone di 3 anni e più che praticano uno o più sport nel tempo libero sono il 33,3% della popolazione. Tra queste, il 23,8% si dedica allo sport in modo continuativo, il 9,5% in modo saltuario. Coloro che, pur non praticando uno sport, svolgono un’attività fisica sono il 26,5% della popolazione. Nel corso degli ultimi anni “si va tuttavia affermando un significativo cambio di modello per generazione, con un calo della sedentarietà e un aumento di coloro che praticano sport in modo continuativo“, spiega l’Istat.
Dal 2001 a 2015 la quota di quanti praticano attività sportiva in modo continuativo passa dal 19,1% al 23,8%. Il numero dei sedentari (“elevati tra i piccolissimi di 3-5 anni“), diminuisce a 6-10 anni, si mantiene bassa tra i minori ma aumenta decisamente nelle fasce di età successive. A partire dai 65 anni quasi la metà della popolazione si dichiara sedentaria. E in tutte le fasce di età le donne sono più sedentarie degli uomini. Inoltre i livelli di inattività fisica sono più elevati tra le persone con risorse economiche scarse o insufficienti (51,9%), rispetto a chi dichiara risorse ottime o adeguate (37,9%). Differenze marcate anche rispetto al titolo di studio: tra le persone con almeno la laurea la prevalenza di chi non pratica sport né attività fisica nel tempo libero è pari al 23,2%, sale tra i diplomati e tra chi ha la licenza media (rispettivamente 33,7% e 49%) e raggiunge il 68% tra quanti hanno la licenza elementare.

Picchi si osservano in Molise (52,6%), Campania (51%), Puglia (50,9%) e Basilicata (50,5%). Sono soprattutto i piccoli comuni fino a 2 mila abitanti a registrare quote più elevate di sovrappeso e obesità. Marcate anche le differenze rispetto al titolo di studio: tra le persone con almeno la laurea la prevalenza di eccesso di peso è pari a 32,8%, che sale al 42,8% tra i diplomati e al 52,7% tra chi ha la licenza media per raggiungere il 60,4% tra quanti hanno al massimo la licenza elementare. I bambini e gli adolescenti extralarge sono il 24,9% (media 2014-2015), con un picco tra i 6-10 anni (34,2%), ma al crescere dell’età il sovrappeso e l’obesità vanno diminuendo, fino a raggiungere il valore minimo tra i ragazzi di 14-17 anni. Emergono forti differenze di genere (28,3% per i maschi, contro 21,3% delle femmine) molto marcate tra gli adolescenti (14-17 anni) ma quasi inesistenti tra i bambini di 6-10 anni.
“Si osserva, quindi, nel corso degli ultimi anni una trasformazione del modello tradizionale di consumo di bevande alcoliche, basato sulla consuetudine di bere quotidianamente vino durante i pasti, verso i modelli di consumo tipici dei paesi del Nord Europa, caratterizzati da consumi elevati di bevande alcoliche spesso consumate anche al di fuori dei pasti“. Un cambiamento forte fra le donne: le consumatrici giornaliere scendono da 4 milioni 563 mila a 3 milioni 321 mila (-27,2% contro -23,2% dei maschi), mentre aumentano le italiane che bevono fuori dai pasti. E ancora, fra i giovani di 11-15 anni dichiara di aver assunto alcolici negli ultimi 12 mesi l’11,3% dei maschi e l’8,3% delle femmine. Già a partire dai 18-19 anni i valori si avvicinano a quelli della media della popolazione, ma nel caso delle ragazze sono più elevati (59% contro 52,0%). Il consumo giornaliero aumenta fortemente con l’età. E in generale è più forte nel Centro-Nord, soprattutto nel Nord-est (69,1%) e tra i maschi (79,4%).
