L’ingegnere Emilio Gatti, pioniere dell’elettronica, maestro e guida di generazioni di studiosi in Italia e nel mondo, è morto a Milano all’età di 94 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dall’Accademia Nazionale dei Lincei, di cui era socio dal 1983. I funerali si sono svolti stamani nella chiesa milanese di San Pietro in Sala. Nato a Torino il 18 marzo 1922, Gatti era professore emerito di elettronica nucleare presso il Politecnico di Milano. Autore di importanti ricerche in diversi campi dell’elettronica, ha dato in particolare notevoli contributi alla strumentazione elettronica veloce per le ricerche nucleari. Era stato insignito del Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei per la fisica nel 1986. Laureatosi in ingegneria elettrotecnica all’Università di Padova nel 1946 e specializzatosi poi nel 1947 in elettronica, Gatti ha iniziato la sua attività nel 1948 nell’ambito dell’elettronica nucleare. Professore incaricato nel 1951 al Politecnico di Milano, nel 1953 ha conseguito la libera docenza e nel 1957 è diventato professore ordinario. Da allora fino al 1997 ha insegnato fisica, tecnologie elettroniche e elettronica applicata al Politecnico di Milano. Gatti ha sviluppato rivelatori di radiazione e varia strumentazione elettronica, pubblicando oltre 200 contributi scientifici in riviste internazionali.
