Per Sindrome del tunnel carpale si intende un insieme di disturbi avvertiti dal paziente, riferiti ad una regione ben precisa del polso, il carpo. FATTORI DI RISCHIO: Tra i fattori di rischio: ispessimento del legamento trasverso del carpo, infiammazione dei tendini e delle guaine tendinee dei muscoli flessori dovuta ad un uso eccessivo della mano in attività lavorative manuali ripetitive (es. dattilografi, pianisti, lavoratori al pc, operai che utilizzano martelli pneumatici o altri strumenti con vibrazioni sul palmo).
Tra i fattori di rischio anche diabete mellito, ipotiroidismo, esiti di fratture al polso o al carpo, con deformità osteoarticolare residua, neoformazioni nel tunnel carpale (lipomi, fibrolipomi e cisti articolari), predisposizione ereditaria alla sindrome, fattori ormonali (a rischio sono soprattutto e donne, in particolare se in gravidanza o in premenopausa, probabilmente per un aumentato rapporto progesterone/estrogeni che influenza la ritenzione idrica). SINTOMI: I sintomi di Sindrome del tunnel carpale esordiscono con gradualità. Nelle fasi iniziali sono presenti formicolio e/o torpore della mano, soprattutto alle prime tre dita e principalmente al mattino e di notte quando il polso può rimanere a lungo iperflesso o iperesteso, posizioni che determinano una maggiore pressione all’interno del tunnel carpale e compressione del nervo mediano. Inoltre, il drenaggio dei liquidi all’interno del tunnel carpale della mano a riposo è insufficiente. In seguito, il dolore si irradia all’avambraccio, le dita perdono la sensibilità e compaiono debolezza all’esecuzione di alcuni movimenti e ipotrofia muscolare. Molti pazienti al tatto non distinguono il caldo dal freddo e lamentano l’impossibilità di distendere le dita.
DIAGNOSI: Quando il paziente riferisce formicolio e/o dolore, spesso irradiato all’avambraccio, prevalentemente notturno o mattutino, la diagnosi di Sindrome del Tunnel Carpale è ritenuta la più probabile. Tuttavia è importante far effettuare l’esame obiettivo neurologico e l’esame elettromiografico/ elettroneurografico (EMG/EN). Il medico può avvalersi di test clinici. I più conosciuti sono il test di Tinel e di Phalen. Nel primo, si percuote con il martellino da riflessi sopra il tunnel carpale ed il paziente dovrebbe avvertire una scossa nel territorio di innervazione del nervo mediano; nel secondo si posizionano i palmi delle mani uno davanti all’altro, polsi e gomiti flessi a 90° e si mantiene la posizione per qualche minuto. I pazienti dovrebbero avvertire l’insorgenza di formicolii o il peggioramento di questi.

