Spettacolare “nube a scudo” nei dintorni di Kiev, ecco come nascono queste imponenti “nubi accessorie”

Nei giorni scorsi durante il passaggio di un temporale nei dintorni di Kiev, la capitale dell’Ucraina, è stato possibile osservare una spettacolare “nube a scudo”, la cui base si è spinta fino al suolo, arrivando a toccare il terreno. Questa particolare nube, immortalata in diversi video pubblicati su YouTube ed in altre piattaforme online, è stata catturata dal “downdraft” del temporale che ha contribuito a spingerla molto velocemente lungo la parte più anteriore del sistema temporalesco, nell’area del gust front, lì dove solitamente agisce l’”inflow” che solleva l’aria caldo umida davanti fino al livello di condensazione.

rochelledeel-grundy-jpgProprio durante questo processo, quando la massa d’aria molto calda e umida viene spinta verso l’alto, fino al punto di condensazione, si comincia a sviluppare la cosiddetta “nube a scudo”. Una volta intercettata dal “downdraft” avanzante del temporale la “nube a scudo” così formata viene comunemente sospinta dallo stesso “downdraft” sul bordo più anteriore del temporale. In questa zona del temporale molte volte le “nubi a scudo” si associano alla “Shelf cloud” (detta “nube a mensola”) del temporale.

Le “nubi a scudo”, come tutte le restanti “nubi accessorie”, non sono altro che particolari formazioni nuvolose che si sviluppano in particolari contesti di instabilità atmosferica, durante il transito di un temporale. Nel caso dell’imponente “nube a scudo” osservata nei dintorni di Kiev il “downdraft” del temporale ha avuto un ruolo principale nello spingere la suddetta “nube accessoria” al di fuori dell’area delle precipitazioni, sul confine con l’”inflow” che continuava ad alimentare il temporale, ormai fortemente indebolito. Molte volte i meteoappassionati possono scambiare una comune “nube a scudo” con le “Wall cloud” (“nube a muro”), la “nube accessoria” tipica nei temporali a “supercella”.

A differenza della “nube a scudo” la “Wall cloud” si sviluppa allorquando una parte dell’aria fredda e densa che discende dalla parte superiore del cumulonembo temporalesco invece di raggiungere il suolo, sotto forma di “outflow”, viene invece risucchiata all’interno del temporale stesso grazie al movimento rotatorio indotto dal mesociclone (“updraft roteante”) interno alla supercella. Quest’aria molto densa e fredda entrando all’interno del cumulonembo tenderà rapidamente a condensarsi rapidamente lungo la base della nube temporalesca, generando una imponente nube a scura dalla forma di una parete. Nei casi più estremi, quando la “Wall cloud” tende ad ingrossarsi e a scivolare verso il basso presentando al proprio interno una notevole rotazione, si possono avere le condizioni ideali per lo sviluppo di un tornado.