Aperta al pubblico dal 1874, la grotta di Bossea è tra i primi esempi in Italia di turismo sotterraneo. Essa, oltre a detenere il primato di prima grotta italiana aperta al pubblico, è considerata fra le più belle ed importanti grotte turistiche della nostra Penisola per varietà di concrezioni, grandiosità d’ambienti, ricchezza d’acqua e laghi sotterranei. Situata in un’area protetta gestita dall’Ente Parchi del Marguareis nel comune di Frabosa Soprana, fra la Conca di Prato Nevoso ed il torrente Corsaglia, a 836 m di quota, vanta una temperatura costante di 9°C ed un tasso d’umidità del 100%. Suddivisa convenzionalmente in una zona inferiore, caratterizzata da imponenti dimensioni , e in una zona superior, e costituita essenzialmente da un complesso di strette gallerie sviluppate su piani sovrapposti, esplorata nel 1850 da un gruppo di valligiani guidati da Domenico Mora, venne aperta al pubblico il 2 agosto 1874 ad opera del senatore Giovanni Garelli di Mondovì.
Nobili delle grandi casate europee, studiosi da ogni parte del mondo, appassionati di paleontologia o geologia, studenti, semplici curiosi: a centinaia di migliaia si sono lasciati ammaliare dallo spettacolo di una grotta viva, in continua evoluzione e trasformazione, che un fiume sotterraneo continua a modellare tra laghetti, scrosci, sgocciolamenti e cascate. Al di sotto delle terre ricoperte da vigneti e noccioleti, si aprono suggestivi scenari danteschi: magnifiche concrezioni dalle mille forme e sfumature di colore: stalattiti, stalagmiti alte più di 10 m, imponenti colonne e raffinati trine e panneggi, reati dalla natura nel corso dei millenni.
Si passa così dalla Sala del Baldacchino alla Sala delle Frane, dalla Sala Garelli alla Sala del Tempio, che ospita lo scheletro di un esemplare di Ursus Speleo, il grande plantigrado vissuto nelle grotte del Cuneese durante l’Era Quaternaria. La visita, dopo la salita detta del Calvario, prosegue attraversando il ponte d’Ortensia che porta al Lago di Ernestina con la sua famosa cascata, dalla quale si torna indietro lungo un altro percorso per godere di altri fantastici scorci sulle pareti a strapiombo della formazione carsica.
La fauna della Grotta è particolarmente ricca con oltre 50 specie, di cui 10 endemiche, come il ragno Troglohyphantes Pedemontanum. Nella grotta è situato anche un laboratorio carsologico sotterraneo gestito dalla Stazione Scientifica di Bossea (Cai di Cuneo) e dal Dipartimento Geo-risorse e Territorio del Politecnico di Torino, con la collaborazione del dipartimento di Cuneo dell’Arpa Piemonte e della Sezione Radiazioni dell’Arpa Valle d’Aosta.