I violenti temporali, con tanto di “bow echo”, che lo scorso mercoledì 13 Luglio 2016 hanno flagellato la Bielorussia e diverse aree della Russia europea, nei dintorni della capitale Mosca, hanno arrecato danni particolarmente ingenti. Difatti questi temporali particolarmente violenti durante la loro avanzata verso nord-nord/est sono riusciti a generare violenti “downbursts”, con fortissime raffiche di vento che hanno superato i 140-150 km/h, ma localmente anche molto più. Nella regione intorno Minsk, la capitale della Bielorussia, un bosco intero è stato letteralmente distrutto dal passaggio di un probabile “microburst”, particolarmente potente, che è stato capace di abbattere e spezzare decine di alberi di alto fusto. Molti di questi alberi risultavano sradicati o spezzati verso un’unica direzione, segno che le violentissime raffiche di vento spiravano attorno una direzione (in linea retta), cosa che non può avvenire con i tornado e le più classiche trombe d’aria.

Questo tipo di danni, con gli alberi abbattuti o letteralmente sradicati nella stessa direzione, farebbe pensare al passaggio, nella zona, di un “microburst” generato da un temporale, piuttosto circoscritto, transitato in loco. Il “microburst” non è altro che un “downburst” molto limitato che interessa un’area non più larga di 4-5 chilometri. Spesso è molto più violento del “macroburst” è può persistere per più di 10 minuti con venti devastanti che possono raggiungere picchi estremi di 250-270 km/h (nei casi eccezionali).
Il “microburst” che ha devastato una intera foresta di conifere nei dintorni di Minsk si sarebbe generato a seguito dell’intenso scompenso che si è crea all’interno del temporale, fra “updraft” (forte corrente ascendente che alimenta il cumulonembo) e “downdraft” (forte corrente discendente che si localizza nell’area delle precipitazioni). Ma altri “downbursts” particolarmente violenti si sono osservati anche in diversi Oblast’ della Russia europea e persino in alcune località del bassopiano della Siberia occidentale, nei dintorni di Omsk.
Nella maggioranza dai casi sorgono da nubi cariche di pioggia e forti rovesci, la cui temperatura è più bassa rispetto all’ambiente circostante. Si innesca cosi un “gradiente termico” che fa aumentare la pressione nella nube temporalesca, causando un conseguente “gradiente barico” fra la zona temporalesca e le aree circostanti, molto più calde. Tale differenza barica genera un intenso e turbolento flusso d’aria verso l’esterno che serve a bilanciare la pressione.