Caldo estremo tra Cina e Mongolia, le “subsidenze” della tempesta “Omais” causano grande afa in Giappone

In questi giorni il Giappone è interessato da una intensa ondata di calore che sta facendo schizzare i termometri su valori superiori alla soglia dei +37°C +38°C, con punti che si avvicinano ai +39°C +40°C all’ombra. Un caldo davvero molto intenso, spesso accompagnato da elevati tassi dell’umidità relativa che rendono ancora più opprimente la calura, creando un intenso effetto “afa”. Sono veramente notevoli le temperature massime registrate nella giornata di ieri in svariate località del paese del Sol Levante, dove la calura è divenuta particolarmente soffocante. Su tutti spiccano i +38,5°C archiviati dalla stazione meteorologica di Gifu, subito seguiti dai +37,8°C di Nagoya, i +37,5°C di Owase, i +37,4°C di Okayama e i +37,2°C di Kobe, Kofu, Mishima e Tokushima. Da notare come in quest’ultima stazione l’umidità relativa non sia scesa al di sotto del 55%, mantenendosi su valori medio-alti per l’intero arco del giorno, facendo impennare in alto l’indice di calore. Non sono da meno i +36,3°C di Kyoto e Osaka che nei giorni scorsi avevano oltrepassato i +37°C. Il caldo molto umido si è avvertito anche nelle isole antistanti le coste di Honshù, dove le temperature si sono spinte ben al di là dei +33°C +34°C.

La Presse/ Xinhua
La Presse/ Xinhua

A differenza delle altre tradizionali ondate di calore estive stavolta il caldo che da alcuni giorni sta interessando il Giappone lo possiamo associare al passaggio, proprio di fronte le coste orientali dell’isola di Honshù, della tempesta tropicale “Omais”, la quale entro domani si muoverà in direzione delle isole Curili, prima di abbordare le coste più sud-orientali della penisola di Kamchatka, nell’estremo oriente russo, evolvendosi in un profondo ciclone a cuore freddo dalle caratteristiche extratropicali. Difatti se analizziamo accuratamente la situazione sinottica nel cuore del Pacifico occidentale si riescono a trovare le prime risposte attendibili.

LaPresse/Xinhua

Mentre in molte località giapponesi la colonnina di mercurio cominciava a impennarsi su valori superiori alla soglia dei +35°C +36°C all’ombra, poco più a est delle coste giapponesi orientali si trovava in azione la tempesta tropicale “Omais”, in fase di lento indebolimento, man mano che il sistema sale di latitudine, scorrendo su acque superficiali sempre più fredde. La tempesta tropicale, piuttosto estesa, era caratterizzata da una forte attività convettiva (forti correnti ascensionali), soprattutto attorno la parte centrale del sistema depressionario, dove si è sviluppato un imponente nucleo, con nubi torreggianti che si sono avvitate attorno il profondo minimo barico centrale.

Come si sa i fenomeni atmosferici, nelle loro dinamiche piuttosto complesse, sono caratterizzati da “azioni” e “reazioni” che servono a raggiungere un equilibrio. In questo caso l’intensa attività convettiva, generatasi attorno al ciclone tropicale “Omais”, ha favorito lo sviluppo di importanti aree di “Subsidenze atmosferiche” (moti discendenti) nella zona a nord e ad ovest dell’area di massima convenzione. In pratica, le forti correnti ascensionali prodotte da “Omais”, una volta giunte nell’alta troposfera, poco più a nord e ad ovest, hanno di tutta risposta innescato forti moti discendenti che hanno compresso ulteriormente l’aria in loco, determinato insolite scaldate, a causa della “compressione adiabatica”.

LaPresse/Sipa USA

Ciò spiega perché dal primo pomeriggio di ieri, ma anche nella giornata di domenica, le temperature si siano sensibilmente alzate, arrivando a sfondare la soglia dei +37°C +38°C in diverse località e città del Giappone. Nel frattempo un’altra ondata di calore, ben più intensa e estesa, da giorni, per non dire settimane, persiste fra i deserti della Cina occidentale e la Mongolia interna, dove persiste una vasta “bolla d’aria molto calda e secca”, caratterizzata da isoterme che superano la soglia dei +32°C +33°C a 850 hpa (circa 1500 metri).

LaPresse/Sipa USA

Questa persistente onda di calore nel corso dei prossimi giorni continuerà a mantenere i termometri su valori di ben +8°C +9°C superiori alle medie del periodo. Solo in Mongolia da giorni si continuano a registrare temperature massime davvero eccezionali, con punte che arrivano a sfiorare la fatidica soglia dei +40°C all’ombra anche in montagna, a quote superiori ai 900-1000 metri. Solo nella giornata di ieri a Hanbogd si sono misurati ben +38,5°C, a circa 914 metri sopra il livello del mare.