Polpa morbida e succosa, sapore dolce e gradevolmente acidulo… i fichi d’India sono i coloratissimi frutti dell’Opuntia ficus indica, pianta grassa appartenente alla famiglia delle Cactaceae, originaria del Messico, che cresce senza difficoltà nelle zone caratterizzate da un clima caldo e arido.
Proprio dal Messico, nell’antichità si diffuse tra le popolazioni del Centro America che la coltivavano e commerciavano già ai tempi degli Aztechi, presso i quali era considerata pianta sacra con forti valori simbolici. La pianta arrivò nel Vecchio Mondo verosimilmente intorno al 1493, anno del ritorno a Lisbona della spedizione di Cristoforo Colombo. La prima descrizione dettagliata risale comunque al 1535, ad opera dello spagnolo Gonzalo Fernández de Oviedo y Valdés nella sua Historia general y natural de las Indias.

I fichi d’India sono estremamente versatili per cui possono essere impiegati per la preparazione di fantasiosi risotti e insalate, marmellate, creme, liquori.Le pale, più propriamente dette cladodi, possono essere consumate fresche, in salamoia, sottoaceto, candite o in confettura.
