Nella notte tra 27 e 28 luglio, precisamente alle 00:06 italiane del 28 luglio (giovedì scorso), una webcam svizzera ha immortalato sulle Alpi un fenomeno rarissimo e ancora misterioso: uno spettro rosso. Si tratta di uno dei fenomeni meno conosciuti che si verificano in atmosfera. Sappiamo che è un fenomeno che si verifica negli strati più alti dell’atmosfera, a decine di chilometri di altitudine, ed è collegato agli eventi temporaleschi. Generalmente dura pochissimo, è molto difficile poterlo osservare ad occhio nudo e probabilmente è collegato a fulmini di elevata intensità di corrente elettrica. Si tratta quindi di uno degli spettacoli più eclatanti che avvengono in atmosfera.

Secondo uno studio diretto da Victor Pasko, professore di ingegneria elettrica, alla Penn State University e pubblicato il 7 maggio 2014 sulla rivista scientifica Nature Communications, gli “spettri rossi” possono essere utili nel telerilevamento della ionosfera inferiore.
In un video i ricercatori hanno osservato le dinamiche di formazione, utilizzando i dati per modellare e riprodurre le stesse dinamiche. Recenti studi di modellazione dimostrano che le irregolarità di plasma nella ionosfera sono una condizione necessaria per l’avvio di queste “scintille”.
Gli scienziati hanno quindi sviluppato un modello sull’evoluzione e sull’origine di queste scariche elettriche. L’attento esame del video ha mostrato come i filamenti in basso si formino molto più rapidamente che nella diffusione orizzontale, portando i ricercatori a suggerire che le irregolarità del plasma localizzato causino la propagazione delle “fiamme”. Un’altra possibile fonte delle irregolarità sono gli eventi meteorici. La regione D della ionosfera è nella parte superiore dell’atmosfera, dove sono comuni gli impatti di metoroidi prima di essere disgregati dall’attrito atmosferico. Lo studio potrebbe avere una grande utilità sulla comprensione dei vari fenomeni naturali e sulle comunicazioni radio a frequenza molto bassa.