Sanità, Lorenzin: l’Italia è fra i paesi leader per la sicurezza di mamma e bebè

I nuovi dati Oms sulla mortalità materno-infantile sono lo specchio di “una delle emergenze mondiali“. Ma in Italia “siamo fortunatamente all’interno delle medie europee e dei Paesi più avanzati al mondo riguardo sia alla sicurezza della madre che alla sicurezza del bambino“, con l’obiettivo di “ridurre all’imponderabile” anche “quei casi, quando sono evitabili, di morte della madre e del bambino”. Lo ha affermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, rispondendo a ‘Radio 24’ sulle statistiche diffuse dall’agenzia delle Nazioni Unite per la sanità. L’ente ginevrino “ha posto come obiettivo, ormai da anni, quello della gravidanza sicura, della Salute della donna e del nascituro. Purtroppo – ha sottolineato il ministro – muoiono di parto ancora troppi bambini e anche troppe donne nel mondo. Stiamo parlando di Paesi dove i sistemi sanitari non sono sistemi occidentali, non hanno un sistema di controllo“.

In merito alla situazione italiana, Lorenzin ha ricordato “i casi di questo inverno che sono stati veramente drammatici: si trattava di infezioni. Allora una delle nostre lotte, come ministero della Salute, come priorità nel sistema di prevenzione, è la prevenzione delle infezioni nelle madri che mettono a gravissimo rischio la Salute sia della mamma che del bambino e purtroppo in alcuni casi sono veramente incurabili. Per questo stiamo facendo campagne di prevenzione, di sensibilizzazione nei confronti delle Regioni, degli ostetrici e delle ostetriche, dei ginecologi, degli Ordini professionali che si occupano della delicata fase pre-parto, perché a nostro parere è molto importante non soltanto ciò che accade in ospedale quando la donna va a partorire, ma tutto quello che accade prima di arrivare in ospedale, senza per questo medicalizzare la gravidanza“.

Bisogna seguire la puerpera – ha proseguito il ministro – avere attenzione all’alimentazione, prevenire le malattie possibili come il diabete gestazionale che possono mettere a rischio la Salute della madre, e ovviamente monitorare l’insorgenza di eventuali infezioni. L’altro aspetto è quello che accade dopo l’uscita dall’ospedale, quando c’è una fase delicatissima sia per la madre che per il bambino. I fenomeni frequenti sono la depressione post-parto” e le “difficoltà che possono insorgere nel neonato. Questi sono obiettivi che noi abbiamo ben chiari – ha assicurato Lorenzin – Nonostante siamo tra i Paesi al mondo in cui è più sicuro partorire e dove c’è un minor tasso di mortalità infantile, non ci bastano le statistiche: dobbiamo cercare veramente di ridurre all’imponderabile anche questi casi“.

Parole chiave sono dunque prevenzione e sicurezza – ha insistito il ministro – La parte della prevenzione riguarda ovviamente il monitoraggio della madre e la sicurezza della mamma e le condizioni di Salute del feto, e poi partorire in ospedali che rispondano a criteri di sicurezza, che facciano più di 500 parti l’anno, che abbiano una rete che sia adeguata, dove sia possibile la terapia intensiva neonatale e il monitoraggio delle gravidanze a rischio“. Quanto infine al fenomeno evidenziato dall’Oms, della mancata registrazione dei neonati che muoiono subito dopo il parto, secondo Lorenzin in Italiaè assolutamente impossibile che succeda una cosa del genere. Noi abbiamo un sistema di registrazione delle nascite e delle morti neonatali. Per questo abbiamo poi un sistema di sorveglianza e di vigilanza che ci permette anche di indagare le cause delle morti neonatali. Non a caso – ha concluso la responsabile della sanità nazionale – abbiamo anche istituito una task force che in casi sospetti si fa carico di andare direttamente negli ospedali a verificare se ci siano state delle questioni di mala gestione o di malasanità“.