Terremoti ed edilizia: i Borbone ispirano un progetto per la messa in sicurezza antisismica

I Borbone continuano a essere d’esempio per l’edilizia antisismica: in particolare hanno ispirato un progetto di ricerca per la messa in sicurezza del patrimonio esistente che si basa su ‘un’armatura in legno’ a modello di quella usata negli edifici antisismici borbonici. Parte del team di esperti gli italiani Ario Ceccotti, che e’ stato direttore dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Camillo Nuti dell’universita’ di Roma Tre, e le universita’ di Karlsruhe, Delft, Atene, Lubiana e il Politecnico di Ankara. ”Intendiamo partecipare a un bando europeo per portare avanti una ricerca su come usare il legno per la messa in sicurezza e l’adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente” ha dichiarato Ceccotti che nel 2013 ha condotto un test che ha dimostrato la validita’ antisismica delle tecniche borboniche. ”Esistono anche altre tecniche per la messa in sicurezza antisismica ma abbiamo studiato il regolamento Borbonico perche’ si basa sul legno, un materiale che ha molti vantaggi: e’ sostenibile, e’ poco costoso e si trova ovunque”. Gia’ molti Paesi, come Giappone, Cina e Stati Uniti usano il legno nelle zone sismiche e hanno dimostrato che e’ efficace.

Il regolamento dei Borbone risale al 1784, e fu adottato dopo il catastrofico terremoto del 1783, che colpi’ la Calabria e a causa dl quale morirono 30.000 persone: ”La tecnica si basava sull’idea che il legno, in caso di terremoto, desse alla muratura la resistenza che la muratura non ha, come le barre d’acciaio rinforzano il calcestruzzo nel cemento armato”. ”Una volta compiuti i dovuti approfondimenti e adottando sistemi di connessioni innovativi, potrebbe essere favorevolmente applicata agli edifici moderni garantendone stabilita’ e sicurezza”.