Terremoti: tre anni dopo il sisma del ’97 quasi tutti gli sfollati avevano una nuova casa

Undicimila scosse di terremoto, dalla prima dell’ottavo grado della scala Mercalli la notte del 26 settembre 1997, a tutta la primavera del 1998: il terremoto di Umbria e Marche del 1997 fece fortunatamente un esiguo numero di vittime nel versante marchigiano (quattro persone), ma nella regione danneggio’ 22.000 edifici privati, con 3.740 abitazioni evacuate in 176 comuni, 2.385 chiese e i monumenti lesionati, per un danno materiale stimato in 8.470 miliardi.

Il sisma di magnitudo 6 del 24 agosto ad Arquata, Pescara del Tronto, Montegallo, ha fatto molte piu’ vittime, ma per ora circa 1.900 sfollati. In gran parte sono sistemati nelle tende, in attesa di poter ottenere casette di legno o container. Dopo il disastro del ’97, nel giugno di tre anni dopo ‘solo’ 338 nuclei familiari (922 persone, molti extracomunitari) delle 1.067 iniziali vivevano ancora nei moduli abitativi, e 1.380 in alloggi alternativi: per 629 famiglie il container, all’epoca strutture molto piu’ scomode di quelle attuali.

La ricostruzione leggera (i lavori che consentirono a molte persone di rientrare subito nelle loro case) era gia’ stata quasi completata e quella pesante avviata. Fra i dati in negativo, la lentezza con cui privati presentarono i progetti, a causa di vincoli burocratici ma anche del fenomeno dell”accaparramento’ dei lavori da parte dei tecnici, ingegneri, architetti e geometri che in molti casi fecero ”incetta” di incarichi. In montagna (Serravalle di Chienti, Campodonico, Belvedere) tre mesi dopo il terremoto erano gia’ state piazzate 195 case di legno, e nel dicembre del 2000 nei moduli abitativi erano rimaste un centinaio di famiglie.