Terremoto: per Amatrice la triste definizione di “strage in pigiama”

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Tutte le persone che abbiamo liberato dalle macerie, sia i sopravvissuti, sia i deceduti, erano tutti in pigiama nei loro letti“. Lo dice Mauro D’Angeli, vigile del Fuoco del comando provinciale di Rieti, che è stato tra i primi ad arrivare ad Amatrice appena un’ora dopo il devastante terremoto del 24 agosto. Ed è stato anche tra i primi vigili del fuoco ad arrivare a L’Aquila il 6 aprile del 2009. In Abruzzo la morte arrivò alle 3.32, pochi minuti prima rispetto alla scossa che ha colpito Amatrice, e dunque anche in quell’occasione in piena notte “ma molti dei corpi e dei sopravvissuti che trovammo erano vestiti, e pochi erano nel letto. Il TERREMOTO li aveva sorpresi in ambienti diversi. Questo quasi certamente perché c’erano state avvisaglie che avevano messo in allarme la popolazione. Ad Amatrice, invece, nessuna avvisaglia. Il TERREMOTO ha preso tutti alla sprovvista e in pigiama“.