Ambiente, la balena grigia vince sulle banche più grandi del mondo

Rimarrà alla storia come una delle battaglie ecologiste più grandi di tutti i tempi quella che si è combattuta negli ultimi anni intorno al mega giacimento petrolifero di Sakhalin-2.

Una piattaforma di estrazione per gas e petrolio fra le più grandi del mondo, situata al largo dell’isola russa di Sachalin, a nord del Giappone, che minacciava gravemente gli ultimi esemplari di balena grigia. Il progetto della Shell, la compagnia principale azionista dell’impresa che gestisce il mega giacimento, era di espandere ulteriormente la zona di estrazione creando anche un nuovo oleodotto sottomarino. Per la balena grigia sarebbe stata la fine.

Fin dal 2004 però, il progetto di ampliamento dell’infrastruttura ha dovuto fare i conti l’instancabile lotta degli ecologisti: oltre 140 ONG di tutto il mondo. Invece di tentare di bloccare i lavori, cosa impossibile, hanno attaccato alla fonte: indirizzando la propria protesta contro le banche che avrebbero finanziato i lavori. In particolare la BNP Paribas e la Credit Suisse. La protesta contro queste banche – fra le più grandi e potenti del mondo – ha avuto la meglio. I colossi bancari, preoccupati di vedere la propria immagine “macchiata” davanti ad una opinione pubblica sempre più attenta all’ambiente, finanzieranno la Shell solo se questa si farà assistere da esperti in materia ambientale. Inoltre l’oleodotto verrà spostato di tracciato, sempre per ridurre l’impatto ambientale. Le balene grige sono salve e gli ecologisti possono vantare una importante vittoria.