L’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, sta lavorando intensamente in questa estate 2016 per controllare la diffusione della dermatite nodulare dei bovini: una malattia virale che colpisce i bovini e che può causare gravi danni economici nel settore degli allevamenti.
Conosciuta anche con il termine inglese Lumpy Skin Disease, è una malattia virale non trasmissibile agli esseri umani. Negli animali causa febbre, salivazione aumentata, lacrimazione, scolo nasale e tipiche lesioni cutanee di forma nodulare. Da lì il nome di “dermatite nodulare”. “Negli allevamenti colpiti – si legge nella circolare del Ministero della Salute di un mese fa – è responsabile di gravi perdite economiche, conseguenza della diminuzione della produzione di latte, aborti e disturbi della fertilità. La trasmissione tra animali avviene attraverso artropodi vettori, come ad esempio mosche, zanzare e zecche, ma non è escluso il contagio diretto o attraverso mezzi e strumenti contaminati.
Al momento la presenza della malattia è confermata in Turchia, Grecia, Bulgaria, ex Repubblica jugoslava di Macedonia (FYROM), Serbia, Kosovo, Albania e Montenegro. L’Italia è ancora indenne, ma c’è preoccupazione per una possibile diffusione della malattia dall’Europa orientale verso ovest. Per questo l’EFSA, così come le autorità italiane, stanno lavorando per impedire il contagio. Questo avviene con un rafforzamento delle attività di controllo alle frontiere sui mezzi che effettuano trasporti internazionali di animali vivi e con una campagna di vaccinazioni.
Secondo un comunicato dell’EFSA “la vaccinazione è particolarmente efficace se effettuata prima che il virus faccia il suo ingresso in una data regione o Paese. Gli esperti raccomandano che la vaccinazione venga eseguita omogeneamente in tutte le zone“.
