Con l’equinozio è tornato l’autunno, la stagione che segue all’estate e che precede l’inverno. Ma cosa significa autunno, questa parola a cui spesso si associa – metaforicamente – il concetto di declino, di perdita della vitalità, dopo gli “splendori” della primavera e dell’estate?
In realtà l’etimologia della parola autunno riserva delle sorprese interessanti, mostrandoci come questa stagione sia tutt’altro che “decadenza” e “tristezza”.
Autunno deriva infatti dal participio passato del verbo latino “augere”. Augere, che significa “aumentare”, “arricchire”, diventa – con il suo participio passato – “auctus”, a cui è stata associata la desinenza -mnus. Ciò dà origine al latino autumnus, da cui poi tutte le lingue neolatine hanno tratto il nome della terza stagione dell’anno (Otoño in spagnolo, Automne in francese, Outono in portoghese, ed anche in inglese si dice Autumn – mentre negli USA è più usato il termine “fall”).
Anche in termine metaforico legato alla vita delle persone l’autunno può essere considerato la stagione dell’abbondanza, intesa come quella parte della vita in cui si raccolgono i frutti di ciò che si è seminato in precedenza.
