L’impresa proprietaria della centrale nucleare di Fukushima, Tepco Electric Power (TEPCO), ha rilevato un aumento della temperatura in alcune zone del “muro di ghiaccio” costruito nei mesi scorsi: questo potrebbe influenzare le fasi di costruzione e lo smantellamento dello stabilimento. Il fatto più grave è che l’aumento della temperatura ha sciolto in due punti la barriera ghiacciata che serviva ad evitare sversamenti di contaminanti in mare e nell’ambiente circostante: un grave incidente che mette in crisi tutto il progetto di messa in sicurezza della compagnia TEPCO.
Il motivo di questo aumento delle temperature potrebbe essere legato alle intense piogge cadute in questi giorni, in seguito al passaggio di diversi tifoni fin da metà agosto. In particolare desta preoccupazione l’aumento di temperatura nel muro del reattore numero 4 dove si è passati da -5°C a +1,8°C, secondo quanto rilevato da TEPCO lo scorso giovedì.
Per contrastare l’aumento della temperatura sono in corso lavori di iniezione di un agente chimico che dovrebbe solidificare la terra, accelerando così il congelamento. Il danno però, nel frattempo, è fatto.
La compagnia ha affermato che questo incidente potrebbe “influenzare i lavori di costruzione del muro di ghiaccio”. Un muro che ha come obiettivo quello di evitare lo sversamento di contaminanti radioattivi nel sottosuolo e negli acquiferi naturali e che ha però mostrato già le prime crepe al primo tifone, evento naturale abituale in quelle aree.
