La compagnia elettrica giapponese Kyushu Electric Power (Kepco) ha respinto la richiesta di fermare i due suoi reattori riavviati nel sud del Giappone, presso la centrale Sendai, trasmessa dal governatore della prefettura di Kagoshima Satoshi Mitazono, dopo che sono state avanzate forti perplessità sulla loro sicurezza. Dopo l’incidente nucleare di Fukushima, in seguito al terremoto-tsunami dell’11 marzo 2011, tutti i reattori del Giappone furono fermati. Al momento funzionano in tutto il paese tre reattori, che sono stati riaperti spesso tra le polemiche e i sospetti sulla loro sicurezza.
La risposta della Kepco è stata definita da Mitazono come “estremamente deludente“, mentre Yuko Yoneda di Greenpeace Giappone ha commentato: “Questa decisione è il risultato di un calcolo della Kyushu Electrice che pone i suoi profitti finanziari al di sopra della vita della gente. E’ del tutto inaccettabile“. A far aumentare le polemiche contribuirà la notizia confermata in un rapporto diffuso nel fine settimana che i serbatoi di 13 reattori nucleari giapponesi, tra i quali quelli in funzione Senda 1 e 2, sono stati prodotti in parte da un fabbrica in Francia dove sono state verificate anomalie nell’acciaio utilizzato.
