Dopo anni di stagioni influenzali miti, quella che gli esperti si aspettano quest’anno si presenta più severa: 6-7 milioni di italiani a letto, contro i meno di 5 milioni della stagione 2015-16; e un carico di gravi complicanze che fanno prevedere anche 11mila morti, contro gli 8mila della scorsa stagione. Lo afferma Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento Scienze biomediche per la Salute dell’Universita’ di Milano. “Tutto dipenderà anche dal meteo – osserva -. Se quest’inverno dovesse essere piu’ lungo e freddo, sicuramente si avranno piu’ pazienti influenzati. Se al contrario sara’ ancora un inverno mite, saranno piu’ ‘miti’ anche le conseguenze“.
Ci saranno casi numerosi (almeno 10 milioni) dovuti ai virus parainfluenzali, “che – sottolinea Pregliasco – sono ben 262 e portano problemi meno intensi: a partire dai rinovirus che causano solo una congestione nasale (il naso che cola, ndr) ma non sintomi sistemici locali come dolori muscolari o articolari“. Quando comincera’ la stagione influenzale? “Difficile dirlo – risponde l’esperto – possiamo dire solo che comincera’ quando la temperatura cadra’ a valori bassi per almeno una settimana“.
“I vaccini – spiega Pregliasco – saranno di due tipi il ‘trivalente adiuvato’, soprattutto per le persone anziane o a rischio e il ‘quadrivalente’ per gli adulti. Quest’ultimo costa di piu’ e non tutte le Regioni ne hanno acquisito grandi quantitativi“. L’esperto e’ comunque soddisfatto della vaccinazione dello scorso anno, “che, soprattutto negli anziani e nelle persone a rischio non ha proseguito – puntualizza – nel trend al ribasso caratterizzato dalle ultime stagioni influenzali, ma si e’ assestato sul 49,9%“.
Fra i ‘rimedi della nonna’ (36,6%) Pregliasco boccia il latte caldo col miele, “perche’ il latte – spiega – ha l’effetto di far aumentare la congestione nasale, il naso chiuso“. E ancora l’esperto avverte le mamme troppo ansiose che sovra-dosano gli antipiretici ai loro figli: “E’ bene agire sulla febbre – dice – ma in modo misurato, senza eccedere, perche’ la febbre ‘mette a disagio’ il virus, aumenta la circolazione del sangue e con essa quella degli anticorpi contro il virus. Se invece e’ troppo bassa puo’ favorire la proliferazione del virus. Quindi, se e’ meno di 38, si puo’ tollerare“.
