La chimica verde protagonista dello sviluppo sostenibile: da Venezia un segnale per i Paesi di tutto il mondo

Il futuro delle strategie industriali passa dalla Chimica Verde. Da Venezia parte un segnale forte e concreto per i Paesi di tutto il mondo, come dimostra la partecipazione di grandi gruppi industriali e di istituzioni internazionali alla sesta edizione della Conferenza internazionale Iupac, tenutasi dal 4 all’8 settembre. Ma i 500 ricercatori provenienti da oltre 60 Paesi riunitisi nel capoluogo veneto lanciano nuove sfide anche in altri settori: il restauro e la conservazione dei beni culturali, la messa al bando delle armi chimiche, le nuove metodologie di produzione dei farmaci, la tutela ambientale. Insomma, l’industria chimica, la “grande imputata” del Novecento che ha portato, assieme allo sviluppo, ingenti danni per la salute dell’uomo e per l’ambiente, mette a frutto decenni di ricerche svolte giorno dopo giorno in migliaia di università e laboratori e diventa la protagonista assoluta di quello sviluppo sostenibile al quale guardano con speranza i popoli dell’intero pianeta. Il successo della sesta International IUPAC Conference on Green Chemistry è dimostrato anche dai numeri. Si contano 6 plenary lecture, 20 keynote speech, 180 poster presentation, 2 simposi, 3 tavole rotonde, 150 report scientifici originali che hanno abbracciato le seguenti tematiche: green materials, green industrial processes and molecular innovation, green bioprocesses, green energy e green policy. “Le aspettative del Comitato organizzativo non sono state deluse”, sottolinea il chairman, prof. Pietro Tundo. “Nel corso delle numerose sessioni abbiamo trattato anche argomenti di interesse nazionale. Ad esempio, eni ha approfondito gli aspetti relativi all’impianto di idrogenazione del petrolchimico di Marghera; Mapei ha illustrato l’uso di materiali di riciclo nell’edilizia; Pirelli ha parlato di produzioni innovative a partire da materiali rinnovabili”.
Le industrie e le imprese di vari settori manifatturieri si sono trovate d’accordo, trovando nella IUPAC un mezzo adatto e affidabile, indipendente e scientificamente valido per le future strategie industriali”, aggiunge Tundo. Di rilevanza internazionale i due simposi, l’uno organizzato da UNESCO, PhosAgro e IUPAC e l’altro sponsorizzato dalla Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons, che vede nella Green Chemistry un principio e uno strumento in aperta opposizione alla chimica asservita a scopi militari. Nuove idee sono venute anche dall’applicazione della Green Chemistry al restauro e alla conservazione dei beni culturali, con l’appoggio dell’UNESCO, mentre l’industria farmaceutica ha portato l’esperienza delle reazioni chimiche realizzate impiegando acqua al posto dei solventi chimici. Alla luce dei grandi successi conseguiti a Venezia, la IUPAC ha costituito un Comitato permanente sulla Green Chemistry. Le prossime edizioni delle International Conferences on Green Chemistry si terranno a Mosca nell’ottobre 2017 e a Bangkok (Tailandia) nel settembre 2018.