Massima allerta ai Caraibi per l’uragano “Matthew”, si teme un “landfall” fra Cuba e Haiti

E’ stato di massima allerta sui Caraibi meridionali per la veloce intensificazione della tempesta tropicale “Matthew” che a breve rischia di evolvere in un uragano di 1^ categoria della scala Saffir-Simpson, pronto a minacciare isole come Cuba e la Giamaica. Purtroppo la tempesta sta per seguire una traiettoria un po’ pericolosa, sopra acque superficiali ancora molto calde, che ne potrebbe favorire l’ulteriore intensificazione. Dai rilevamenti delle ultime ore si nota come “Matthew” si stia notevolmente rinforzando, grazie allo scoppio dell’attività convettiva, particolarmente intensa sul settore orientale e settentrionale della profonda circolazione ciclonica tropicale. Fino ad ora solo la presenza di un “wind shear” piuttosto intenso, indotto dal passaggio nell’alta troposfera di un ramo secondario del “getto sub-tropicale”, con direttrice SO-NE, ne ha un po’ rallentato l’evoluzione, indebolendo l’attività convettiva lungo il lato più meridionale della tempesta.

Non per caso fin da ieri “Matthew” mostrava i classici segni di una potente tempesta tropicale tagliata alle quote superiori da un forte “wind shear verticale”, ben oltre i 20-25 nodi, che sta contribuendo a spingere i “Clusters temporaleschi” più intensi lungo il bordo nord-orientale della profonda tempesta tropicale. Ma la cosa che più impressiona riguarda proprio le sue dimensioni spaziali. Nelle ultime 24-36 ore la tropical storm “Matthew” è riuscita a raggiungere dimensioni a dir poco impressionanti, presentando lungo il quadrante più orientale una banda di “Clusters”, con top di oltre 14-15 km, e “Cellule temporalesche” davvero imponenti che dal Venezuela orientale si estendevano fino alle Piccole Antille, dando luogo a forti rovesci di pioggia e veri e propri nubifragi.

Se non fosse stato per l’intenso “wind shear” in quota presente sull’area, molto probabilmente, “Matthew” avrebbe riempito tutti i Caraibi orientali, divenendo una delle tempeste tropicali più grandi di sempre nella storia climatica caraibica. Osservando molto attentamente le ultime moviole del satellite visibile si può notare come poco a nord del nucleo centrale della tempesta sia presente una ampia distesa di cirri e cirrocumuli che delinea la presenza di un potente deflusso nell’alta troposfera che sta aiutando “Matthew” a resistere al forte “wind shear”, permettendone un ulteriore sviluppo malgrado l’ambiente sfavorevole in loco.

mpi-sep28Poco a sud di “Matthew”, proprio a ridosso della costa venezuelana, si può vedere un secondo canale di deflusso nell’alta troposfera che sta contribuendo a consolidare l’intera struttura ciclonica, riuscendo ad “imbrigliarla” nei confronti dei forti venti di taglio presenti in quota. Se questo secondo deflusso dovrebbe continuare a mantenere questa intensità con molta probabilità la tempesta tropicale dovrebbe essere in grado di evolversi in un uragano di 1^ categoria Saffir-Simpson sul mar dei Caraibi meridionale. Inoltre “Matthew” nelle prossime ore si troverà a scorrere sopra un tratto di mare con acque superficiali piuttosto calde, caratterizzate da valori prossimi ai +29°C +29,5°C.

La presenza di questa notevole mole di calore latente agevolerà un ulteriore intensificazione dell’attività convettiva lungo i lati della circolazione ciclonica, dove si svilupperanno “Clusters temporaleschi” molto intensi, pronti ad essere risucchiati dalla stessa tempesta. Solo lungo il bordo più meridionale e sud-occidentale si potrà verificare un temporaneo rallentamento della convezione per l’arrivo in quota di infiltrazioni di aria più secca in quota, sospinta dall’intenso “wind shear” nell’area d’azione di “Matthew”. Dal pomeriggio odierno “Matthew”, evolvendosi ad uragano di 1^ categoria Saffir-Simpson, si sposterà verso ovest, rallentando un po’ la sua velocità di avanzamento a soli 5-10 mph.

Entro la serata il nucleo centrale della tempesta comincerà ad avvicinarsi molto gradualmente alle isole ABC delle Antille Olandesi, Aruba, Bonaire e Curacao, dove si assisterà ad una rapida intensificazione della ventilazione dai quadranti occidentali e all’arrivo di forti rovesci di pioggia, anche di carattere violento. Per fortuna queste isole dovrebbero essere interessate dal passaggio del quadrante meridionale di “Matthew”, quello più debole, dove saranno attivi i venti meno intensi che raggiungeranno l’intensità di tempesta tropicale. Le tempeste di vento più violente, quelle dai quadranti orientali, fra E-NE e E-SE, rimarranno relegate sul mar dei Caraibi meridionali, lì dove transiterà il quadrante più settentrionale di “Matthew”.

In mare aperto, nel tratto a nord di Aruba, Bonaire e Curacao, i venti da E-NE ed Est raggiungeranno lo status di uragano di 1^ categoria Saffir-Simpson, arrivando a sollevare pure un imponente moto ondoso nel tratto di mare a sud dell’isola di Hispaniola, con onde di “mare vivo” alte anche più di 6-7 metri e “Run-Up” fin sui 8 metri. Questo imponente moto ondoso, creato dai forti venti orientali attivi sul quadrante nord della tempesta, creerà molto fastidio alla navigazione marittima nell’area. Guardando al weekend, con l’indebolimento del “wind shear” e la presenza di un ambiente molto umido nei bassi strati, non si può escludere un ulteriore rafforzamento della tempesta fra la giornata di domani e quella di domenica, fino alla 2^ categoria della scala Saffir-Simpson, con venti che potrebbero raggiungere i 150-160 km/h nell’area attorno l’occhio centrale.

Nel corso della giornata di domenica il passaggio di una ampia circolazione depressionaria extratropicale sugli USA centro-orientali potrebbe contribuire a risucchiare verso nord l’uragano, spingendolo in direzione delle coste cubane e della Giamaica. In questo caso le previsioni potrebbero farsi un po’ preoccupanti visto che alcune delle isole più importanti delle Grandi Antille dovrebbero fare i conti con un “landfall” nel momento di massima intensità dell’uragano, con conseguenza non certo piacevoli. Al momento le probabilità di un possibile “landfall” sulle coste meridionali di Cuba rimangono le più elevate per i primi giorni della prossima settimana. Ma non si può nemmeno escludere un passaggio ravvicinato sulle coste di Haiti, dove “Matthew” potrebbe causare piogge di carattere torrenziale, con tanto di possibili “flash floods”, frane e smottamenti.