“In questo momento la cosa più importante è mandare a scuola i nostri figli in una situazione di ragionevole sicurezza”. Con queste parole il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, ha motivato la decisione di rinviare l’apertura delle scuole sul territorio comunale. La decisione è arrivata due giorni fa, al termine di un’assemblea pubblica che ha visto la partecipazione di 700 persone. La chiusura delle scuole era stata richiesta a gran voce dal comitato ‘Scuole sicure’, nato proprio pochi giorni fa, composto da circa 400 famiglie che si sono rifiutate di mandare a scuola i figli prima che gli enti preposti abbiano certificato la sicurezza degli edifici.
Il primo cittadino ha aggiunto che chiederà a Regione e Prefetto di L’Aquila di lavorare insieme per arrivare alla soluzione più sicura. Gli studenti che sarebbero dovuti rientrare in classe il 12 settembre sono 1400. La prima soluzione proposta dall’amministrazione Casini è quella di utilizzare i MUSP, Moduli provvisori antisismici.
Sulmona, città di circa 25mila abitanti in provincia de L’Aquila, in Abruzzo, si è mobilitata fin dal 2009 per evitare che si ripetessero disastri come quello del 6 aprile. Nel 2010 un gruppo di persone ha deciso di rimboccarsi le maniche e ha fondatoil progetto M6,5. Dove M 6,5 sta ad indicare “magnitudo 6,5”, cioè la massima intensità di un terremoto distruttivo che potrebbe prima o poi colpire l’area peligna, secondo quanto riportano le mappe della sismicità locale. Il gruppo si è impegnato negli anni passati per informare le pubbliche amministrazioni, dalla Regione fino ai Comuni, sulle varie opportunità di finanziamento per portare avanti la prevenzione sismica. Inoltre ha portato avanti un importante lavoro di sensibilizzazione della popolazione, uno degli aspetti fondamentali nella prevenzione sismica.
