Una notte passata sotto la pioggia intermittente (con una scossa 3.1 poco prima di mezzanotte avvertita dalla popolazione) e una visita oggi del commissario straordinario Vasco Errani hanno dato il via all’ultima fase dell’operazione di chiusura delle tendopoli, operazione che – secondo il vice sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi – “va di pari passo con le verifiche e le dichiarazioni di inagibilita’ o agibilita’ delle abitazioni”. Un fattore che ha dato il la alle operazioni ad Arquata del Tronto, il Comune piu’ danneggiato dal terremoto del 24 agosto. “In settimana”, secondo il dirigente della protezione civile regionale Cesare Spuri, sara’ chiusa la tendopoli della frazione Colle e ridotta quella di Pescara del Tronto, mentre sono in corso valutazioni per il campo piu’ ampio, quello di Borgo. Dalle parti del Comune sono piu’ ottimisti: il campo di Colle potrebbe chiudere nei prossimi giorni.

“Hanno scelto l’autonoma sistemazione con contributo oppure l’albergo – dice il sindaco Sante Stangoni -. Hotel lungo la costa? No, la gente di Acquaviva rimane qui”. Il sindaco di Montefortino (Fermo) invece e’ in difficolta’: “Abbiamo smontato 4 tende, ne restano 15, di cui 8 occupate – dice Domenico Ciaffaroni -, una quarantina di persone hanno avuto la dichiarazione di agibilita’ per le loro abitazioni, ma nelle ultime ore altrettanti si sono trovati fuori casa, per i danni del terremoto. Speriamo di trovare una sistemazione anche a loro”. Intanto oggi e’ stata dichiarata inagibile un’ala dell’ospedale di Tolentino, con evacuazione di 15 pazienti della lungodegenza e il trasferimento di uffici e ambulatori nell’altra del nosocomio. Un episodio che dimostra, una volta di piu’, l’ampiezza dell’area toccata dal sisma del 24 agosto, che coinvolge nelle Marche tre Province: Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. “Arquata e la parte marchigiana hanno riportato piu’ danni delle altre aree, lo ha riconosciuto anche Errani” dice il vice sindaco Franchi. A riprova c’e’ il dato fornito oggi all’Anci dall’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti: “nei comuni marchigiani sono arrivate oltre 26 mila richieste di sopralluoghi, e sono in aumento, soprattutto se la terra continua a tremare come e’ accaduto la notte scorsa”.
Anche ad Amatrice verso l’addio alla tendopoli
“Il tempo dell’emergenza e’ alle spalle. Ora iniziamo una nuova fase, siamo pronti a partire con lo smontaggio delle tendopoli, che iniziera’ venerdi’. La mia gente ha una dignita’, non merita di rimanere in tenda”. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, e’ determinato e ha gia’ in mente la “Amatrice ponte”, cioe’ la citta’ che dovra’ risorgere dalle macerie del Sisma. E tutto questo dovra’ avvenire in poche settimane, perche’ a preoccupare il primo cittadino del comune reatino piu’ colpito dalla scossa delle 3:36 e’ l’arrivo dell’ inverno, che ha gia’ dato un assaggio con le piogge delle ultime ore. “Qui siamo a mille metri – continua Pirozzi – e nelle tende c’e’ gente che non sta bene di salute e psicologicamente”. In attesa delle casette, che arriveranno non prima della prossima primavera, i terremotati dovranno percio’ lasciare le 11 tendopoli di Amatrice e frazioni accettando i contributi di autonoma sistemazione, recandosi nelle seconde case oppure tornando nelle proprie abitazioni, se dichiarate agibili. Nel frattempo Pirozzi vuole tempi certi sull’allestimento delle aree, “anche per questo le vogliamo liberare rapidamente”.
