Il progetto di ricerca sull’edilizia sostenibile Sofie (Sistema Costruttivo Fiemme), volto a definire prestazioni e potenzialità del sistema costruttivo X-Lam (Cross Laminated Timber), che si avvale di pannelli lamellari di legno massiccio di spessore tra i 5 e i 30 centimetri incollati a strati incrociati.
Si tratta di una tecnica nata in Germania e perfezionata in Italia, grazie alla collaborazione tra l’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ivalsa) e la Provincia Autonoma di Trento, ha condotto negli scorsi anni una simulazione antismica di grossa portata. E’ stato infatti simulato il terremoto che il 17 gennaio 1995 ha colpito la città giapponese di Kobe, quando alle ore 5.46 la terra ha tremato per 30 secondi a una magnitudo 7,2 sulla scala Richter, provocando la morte di quasi seimila persone.

Utilizzando pareti a telaio o X-LAM, la rigidezza e la resistenza della struttura hanno la stessa intensità in tutta la superficie della costruzione, cosa che non avviene nelle costruzioni in calcestruzzo, dove le forze sono concentrate solo in corrispondenza dei pilastri. Tutto quanto detto qui sopra porta al risultato che un edificio in legno resiste al sisma e non crolla, consentendo spesso di potere riparare i danni ed essere nuovamente abitato. Naturalmente non dobbiamo dimenticare che, per sfruttare tutti i benefici del legno, sono indispensabili una corretta progettazione e una corretta costruzione in cantiere.
