Sono circa 4.500 le persone assistite nelle tende nel cratere del terremoto, e i primi iniziano ad andarsene stasera. Lo avevano detto sia il commissario alla ricostruzione Vasco Errani che il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, e lo stesso Curcio lo ha ribadito oggi nella sua audizione presso la Commissione Ambiente alla Camera: entro un mese fuori tutti. E ad Amandola (Fermo) e’ gia’ iniziato il lungo processo di svuotamento delle tendopoli verso quell’autonoma sistemazione in loco, nelle strutture ricettive o nelle seconde case, che molti hanno individuato come la soluzione migliore. Amandola ha 289 sfollati, per 89 nuclei familiari. Ventitre di questi nuclei sono considerati ‘sensibili’, ossia con anziani o portatori di handicap, e di conseguenza 23 casette saranno allestite per queste esigenze.
Per i restanti cittadini sono previste 21 casette, che si andranno a sommare alle rimanenti sistemazioni autonome. E’ solo una piccola parte dei 4.500 sfollati in tenda (dislocati nelle Marche e nel Lazio soprattutto), ma e’ il segnale che tutti attendevano. Amandola ha anche mezzo ospedale inagibile: e in questo caso e’ stata la Regione Marche a chiarire che verra’ rimesso in sesto il prima possibile. Ha fretta Amandola, ma hanno fretta anche gli altri comuni terremotati. Ma non c’e’ uguale condivisione sul futuro: il sindaco di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno) Sante Stangoni ha attaccato il collega di Accumoli (Rieti) sostenendo che
”La scelta del comune di Accumoli di portare i suoi sfollati a San Benedetto del Tronto e’ la peggiore che si possa fare. Trasferire un paese di 300 abitanti come quello sapete che significa: noi qui siamo 3 mila e qui vogliamo restare”. Fate morire Accumoli, fa capire il sindaco, mentre noi restiamo qui per far vivere Acquasanta. Ma poi e’ lo stesso sindaco a spiegare che la sua non voleva essere un’accusa, quanto piuttosto il rammarico per scelte dolorose, e che probabilmente la situazione di Accumoli e’ peggiore della sua. E segnali di rinascita passano anche attraverso la scuola: nei comuni ascolani di Arquata del Tronto, Montegallo e Acquasanta Terme i ragazzi saranno in classe regolarmente il 15 settembre. Casa e scuola per continuare a vivere.
