Terremoto: oltre 5.500 scosse sull’Appennino centrale, l’ultima poco fa di magnitudo 3.0

Proseguono le scosse nelle zone colpite dal terremoto del 26 agosto e, da quel giorno, sono state oltre 5.500 quelle registrate dalla rete sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Dopo i terremoti piu’ forti registrati nei giorni scorsi, sono avvenute finora repliche di magnitudo compresa fra 2,0 e 3,0. Oggi due scosse di magnitudo superiore a 3,0: quella di magnitudo 3,2 avvenuto alle 6:22 nella provincia di Macerata, a Castelsantangelo sul Nera, e l’ultima poco fa, di magnitudo 3,0 alle 20:42 nella zona di Norcia. L’intensita’ delle scosse e’ andata quindi finora diminuendo e il numero diradandosi, ma i sismologi sanno che e’ impossibile stabilire quale potra’ essere l’andamento dei prossimi giorni, alla luce della situazione complessa dell’Appennino. Quasi certamente i terremoti proseguiranno ancora almeno per i prossimi due mesi.

Confronto tra le mappe di scuotimento (in forma semplificata) di quattro diversi terremoti della sequenza sismica in corso in Italia centrale. In particolare, le mappe evidenziano il livello di scuotimento utilizzando colori più caldi (dall’azzurro al rosso intenso) man mano che scuotimento aumenta. La dicitura WEAK-STRONG-SEVERE (debole-forte-severo) definisce il livello di scuotimento (shaking) e consente una rapida valutazione del potenziale impatto dell’evento
Confronto tra le mappe di scuotimento (in forma semplificata) di quattro diversi terremoti della sequenza sismica in corso in Italia centrale. In particolare, le mappe evidenziano il livello di scuotimento utilizzando colori più caldi (dall’azzurro al rosso intenso) man mano che scuotimento aumenta. La dicitura WEAK-STRONG-SEVERE (debole-forte-severo) definisce il livello di scuotimento (shaking) e consente una rapida valutazione del potenziale impatto dell’evento

Nel frattempo un’ulteriore fotografia del terremoto del 24 agosto arriva dalle mappa di scuotimento. Queste misurano lo spostamento del suolo e vengono elaborate nei primi minuti che seguono ogni terremoto di magnitudo maggiore di 3,0, nel caso del sisma nel Reatino indicano che e’ avvenuto un impatto violento con un effetto rovinoso. “Una cosa sono i danni osservati e la percezione degli effetti di un terremoto raccontata dalle persone, diverso e’ collegare queste percezioni al movimento reale del terreno: questo e’ quanto fanno le mappe di scuotimento”, ha spiegato la sismologa Giovanna Cultrera, dell’Ingv. L’obiettivo e’ quindi “collegare gli effetti percepiti con il movimento realmente avvenuto”, ha aggiunto. Le misure sono quelle registrate dalle reti sismiche e si riferiscono ai valori relativi, per esempio all’accelerazione. “Questa distribuzione del risentimento atteso – rilevano gli esperti dell’Ingv – fornisce una prima indicazione sul livello di scuotimento osservato e quindi del potenziale impatto, informazione molto utile alla Protezione Civile per il coordinamento e l’organizzazione delle squadre di soccorso in caso di terremoti rilevanti”. L’obiettivo, spiega Giovanna Cultrera, e’ “collegarle con il movimento percepito, che corrisponde a un danno potenziale valutato secondo i parametri della scala Mercalli”, la tradizionale scala di valutazione qualitativa dei terremoti basata sugli effetti osservati