Il tumore al seno ha origine quando le cellule della mammella cominciano a dividersi e a moltiplicarsi in modo disordinato, dando origine a una neoplasia.
I tumori al seno si classificano in: carcinoma duttale (quando le cellule coinvolte sono i dotti mammari) che può essere in situ o invasivo; carcinoma lobulare (quando le cellule coinvolte sono i lobuli o bulbi che producono il latte) che può essere situ o invasivo; carcinoma infiammatorio (raro, che compromette tutta la ghiandola, pertanto è altamente invasivo), sarcoma della mammella (origina dai tessuti connettivi della mammella e si classifica in istiocitoma fibroso maligno, fibrosarcoma, leiomiosarcoma); tumori rari della mammella (es. malattia di Paget, linfomi, carcinoma mucinoso, carcinoma midollare, carcinoma tubulare, carcinoma papillifero, tumore filloide maligno).
SINTOMI: In genere le fasi iniziali di un tumore al seno non provocano dolore. Da ricercare, invece, noduli palpabili o addirittura visibili, alterazioni del capezzolo in fuori o in dentro, perdite da un solo capezzolo, cambiamenti della pelle (aspetto a buccia d’arancia o raggrinzito), gonfiore, calore, arrossamento.
FATTORI DI RISCHIO: Tra i fattori di rischio: età e sesso(colpisce soprattutto le donne, di età superiore ai 50 anni), precedenti familiari, genetica (gene difettoso trasmesso da uno dei due genitori. Spesso i difetti genetici si trovano nei geni BRCA1 e BRCA2); menarca precoce, menopausa tardiva, parto dopo i 30 anni, nulliparità, consumo frequente di alcol, terapia ormonale sostitutiva post-menopausa, obesità, esposizione a radiazioni ionizzanti prima dei 35 anni.
DIAGNOSI: La diagnosi di un tumore al seno avviene con l’autoesame, ossia col riscontro, da parte della paziente, della presenza di uno o più segni sospetti. A ciò consegue la visita senologica, integrata, in presenza di un qualsiasi reperto o segno minimamente dubbio, da altri test complementari. La mammografia, ripetuta periodicamente e costantemente, esplora la mammella in tutta la sua completezza, individuando il maggior numero di tumori in forma iniziale, ecografia, che prevede l’uso di ultrasuoni; esame d’elezione nelle donne giovani in presenza di seno denso o di reperti dubbi e nella valutazione di impianti protesici; risonanza magnetica, solo ad integrazione di mammografia ed ecografia, che si avvale di apparecchiature in grado di effettuare uno studio panoramico dinamico di entrambe le mammelle.

