Come un cocomero frantumato da un martello. Fu questa la sorte del nostro giovanissimo pianeta Terra poco dopo la sua formazione, circa 4.6 miliardi di anni fa: colpita da un corpo celeste delle dimensioni di Marte, la Terra appena nata subì l’impatto più forte di tutta la sua storia planetaria.
Da questo scontro – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – si generò talmente tanto materiale da permettere la formazione della Luna.
È lo scenario descritto in un nuovo studio pubblicato oggi su Nature, che promette di fornire la conferma definitiva sull’origine del nostro satellite. E di farlo utilizzando come grande alleata la chimica.

Il nuovo studio su Nature dà ragione a questa seconda ipotesi, utilizzando appunto una prova proveniente da una innovativa analisi chimica.
Kun Wang dell’Università di Washington e Stein Jacobsen dell’Università di Harvard hanno sviluppato una tecnica per analizzare alcuni campioni lunari e terrestri con una precisione 10 volte maggiore rispetto a metodi precedenti.
In particolare, i due ricercatori hanno esaminato 7 campioni lunari provenienti da diversi missioni, confrontandoli con 8 rocce terrestri rappresentative del mantello del nostro pianeta.
Dalle loro osservazioni è emersa una particolare concentrazione di potassio-41, l’isotopo più pesante del potassio.
L’unico processo che può aver dato origine a una simile composizione chimica deve essere avvenuto a una pressione molto elevata, circa 10 volte superiorel’attuale pressione atmosferica terrestre.
Per questo la Luna deve essersi condensata in condizioni estreme, quelle appunto di un violentissimo scontro.
Ecco che la ‘firma’ del potassio su Terra e Luna porta la conferma definitiva della teoria dell’impatto gigante all’origine del nostro satellite.