Voragine in centro a Milano: il Comune e le due società di acqua e gas si costituiranno parte civile

Il Comune di Milano e le due società Metropolitana Milanese e A2a, che gestiscono il servizio idrico e la rete del gas, sono state ammesse oggi come parti civili nel processo per la voragine che si e’ aperta in corso di Porta Romana, pieno centro di Milano, dopo forti piogge, il 26 luglio di due anni fa. Lo ha deciso il giudice della quinta sezione penale del Tribunale Maria Pia Bianchi, che ha rinviato al 6 febbraio del prossimo anno la seconda udienza del processo in cui quattro persone sono imputate per disastro colposo. Nel corso della prossima udienza saranno sentiti i primi testimoni chiamati da Maura Ripamonti, pm titolare dell’indagine, tra cui il funzionario dei vigili del fuoco Carlo Cardinali, tra i primi ad arrivare sul luogo del disastro.

La voragine, profonda circa dodici metri e larga sei per tre, secondo gli accertamenti sarebbe stata causata dai lavori di costruzione di un edificio residenziale che comprendevano anche l’apertura di una “intercapedine” tra il secondo e il terzo piano interrati (a livello dei box). Intercapedine che “veniva lasciata aperta in previsione” dell’impiego dei “sottoservizi” necessari per i lavori di edificazione del teatro vicino e che nella primavera del 2009 venne “chiusa provvisoriamente con tavole e puntelli in legno“. Per questo sono stati rinviati a giudizio il direttore dei lavori dell’edificio residenziale (per il pm, terminato il palazzo, avrebbe dovuto chiudere “con strutture di contenimento adeguate” l’intercapedine), gli amministratori di due imprese edili, una affidataria e l’altra committente dei lavori, e l’amministratore del condominio, il quale, secondo il capo di imputazione, non avrebbe messo in sicurezza l’area sotterranea dopo un primo smottamento verificatosi l’8 luglio.