Giulia Innocenzi, autrice di Tritacarne per Rizzoli, giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva, è intervenuta su Radio Cusano Campus per parlare proprio del suo libro inchiesta su quanto accade negli allevamenti intensivi.
A Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio di Radio Cusano Campus Giulia Innocenzi ha svelato: “Per introdurmi negli allevamenti entravo di notte negli allevamenti della Pianura Padana, non ho fatto scasso, perché fortunatamente bastava abbassare la maniglia, ma quello è l’unico modo per scoprire davvero cosa accade negli allevamenti italiani. Al momento ho già due querele, un magistrato prima che andassi a fare la mia inchiesta mi disse di stare attenta perché gli allevatori, per timore di furti, hanno il fucile in casa. Fortunatamente non ci hanno mai beccato. All’interno di questi allevamenti intensivi ho visto scene da film dell’orrore. All’interno di un allevamento di maiali c’erano questi maiali che ammassati uno sopra l’altro si mangiavano la codina tra di loro, questo perché le loro condizioni erano talmente allucinanti che arrivavano al cannibalismo. C’erano maiali senza neanche più la coda, maiali con infezioni, maiali che poi devono essere imbottiti di antibiotici“.
Giulia Innocenzi prosegue: “L’Italia è il terzo paese d’Europa per l’utilizzo degli antibiotici agli animali di allevamento dopo Cipro e Spagna. Gli animali in quelle condizioni non potrebbero sopravvivere senza antibiotici, ai polli vengono dati direttamente nella canalina dell’acqua, ad esempio. Non solo la qualità della carne viene inficiata da questo, ma c’è anche un fenomeno che scatenerà un vero e proprio allarme, l’antibioticoresistenza. Un report commissionato dal governo inglese ha calcolato che nel 2050 ci saranno dieci milioni di morti proprio per l’antibioticoresistenza. Nasceranno dei batteri non più curabili con gli antibiotici oggi in circolazione e questo proprio perché noi diamo gli antibiotici agli animali. Una assurdità. Con questo libro ho voluto raccontare cosa ci mangiamo, come ha vissuto quello che ci mangiamo e quindi dare la possibilità ad ognuno di noi scegliere se ne vale davvero la pena. Questo è l’unico modo per fermare l’aberrazione degli allevamenti intensivi, che sono una tortura sanitaria per gli animali ma anche una bomba sanitaria e una bomba ecologica. Più dei trasporti, sono gli allevamenti a inquinare e a incrementare l’effetto serra, perché rispetto al cambiamento climatico il 18% del gas serra viene dato dagli allevamenti intensivi“.
