Calendario, l’altra grande riforma: quando l’anno iniziava a marzo

La riforma del calendario del 1582, quando venne introdotto il calendario gregoriano, non fu la prima grande rivoluzione del calendario nella storia dell’umanità. Quasi duemila anni prima, nel 46 a.C, Giulio Cesare promosse una riforma molto importante del calendario romano, che da quel momento prese il suo nome (calendario giuliano). Il calendario giuliano, in uso in molti paesi dell’Occidente fino al 1582, introdusse diverse novità fra cui la più importante era la diversa disposizione dei mesi dell’anno.

Non era gennaio il mese che apriva l’anno nuovo, bensì marzo. Con questo si spiegano i nomi dei mesi che ancora oggi utilizziamo, come settembre, ottobre, novembre e dicembre: essi erano infatti rispettivamente il settimo, l’ottavo, il nono ed il decimo mese dell’anno.

Altre differenze del calendario giuliano rispetto a quello romano si trovavano nella lunghezza dei mesi, che si avvicinava a quella odierna, e nel loro nome.

Gli esempi più importanti di nomi del mese cambiati dal calendario giuliano – ancora oggi usati nei paesi di lingua latina e non solo – sono luglio ed agosto. Luglio (Iulius) era infatti il mese dedicato a Giulio Cesare mentre Agosto quello dedicato ad Ottaviano Augusto. Precedentemente questi mesi si chiamavano rispettivamente Quintilis e Sextilis (quinto e sesto mese dell’anno).