Clima, Galletti: “E’ prioritaria la ratifica dell’accordo di Parigi e la conclusione dell’iter entro breve”

La ratifica dell’Accordo di Parigi da parte dell’Italia ”è prioritaria per l’impegno politico globale in atto nella lotta ai cambiamenti climatici ed è ancor più importante che l’iter si concluda in tempi brevissimi, ovvero prima dell’inizio della 22a Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro dell’ONU sulla lotta ai cambiamenti climatici (UNFCCC) che avrà luogo a Marrakech dal 7 al 18 novembre“. Lo afferma il ministro dell’Ambiente, Gian Luca GALLETTI, ascoltato in senato dalla commissione Ambiente in merito al ddl di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di Parigi. L’Unione Europea insieme ad altri 10 stati membri (Francia, Germania, Ungheria, Austria, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Svezia e Grecia) hanno già depositato i propri strumenti di ratifica.

Tale procedura ”irrituale” , spiega il ministro, ”si è resa necessaria per permettere all’Unione di partecipare alla riunione come attore principale e non come spettatore”. D’altro canto, aggiunge il ministro, ”anche per l’Italia, alla luce del cruciale ruolo svolto dal nostro Paese in seno all’Ue nell’ambito del più complessivo negoziato globale, risulta particolarmente importante poter partecipare alla prima riunione delle Parti dell’Accordo che si svolgerà a Marrakech”. Con l’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi, conclude GALLETTI, “la rivoluzione dello sviluppo sostenibile entra dunque nella sua fase più concreta e operativa“.

Il dato dell’agenzia Meteo dell’Onu, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo), che certifica il raggiungimento nelle concentrazioni di anidride carbonica della soglia di 400 parti per milione “colpisce l’opinione pubblica ma non ci lascia di sorpresa: rende semmai ancora più chiara la grandezza del passo compiuto a Parigi” spiega ancora Galletti. “E’ la scienza a dirci che non poteva esserci alternativa a un accordo ambizioso e insieme vincolante per tutti gli Stati. Un fallimento delle trattative nella capitale francese sarebbe stata una colpa storica che sarebbe ricaduta su ciascuno di noi. Invece – ha aggiunto Galletti – arriveremo alla Cop22 di Marrakesh con l’accordo di Parigi già ratificato, come Italia e come Europa. E con noi grandi Nazioni come Usa, Cina, India: tutte accomunate da una responsabilità comune nei confronti degli abitanti di questo pianeta. Voglio sottolineare a questo proposito quanto i tempi di ratifica dell’Accordo di Parigi – ha aggiunto ancora – siano stati molto più veloci rispetto a quanto avvenuto in passato per analoghi accordi internazionali: basti pensare che il Protocollo di Kyoto è entrato in vigore dopo 8 anni dalla stipula, mentre per quello di Parigi sono stati sufficienti 8 mesi. Tutti i Paesi del mondo sono consapevoli dell’urgenza del momento e dell’importanza degli impegni assunti”.

A Parigi “siamo stati in grado di chiudere il primo vero accordo globale legalmente vincolante finalizzato a rafforzare la nostra risposta alla minaccia dei cambiamenti climatici. L’approvazione dell’Accordo identifica un momento storico, in cui abbiamo posto le basi per rendere universale e irreversibile la transizione verso un mondo resiliente ai cambiamenti climatici e neutrale dal punto di vista delle emissioni”.