L’insegnamento del Vajont al mondo: il caso della frana di Downie (Canada)

Il disastro del Vajont ha costituito un punto di svolta nella geologia mondiale. Dopo quell’evento catastrofico ci si rese conto che per prevenire disastri naturali bisognava sempre effettuare studi geologici molto approfonditi prima di iniziare qualsiasi opera ingegneristica.

Il Vajont aveva infatti dimostrato cosa accade quando gli studi sono solo parziali. La scoperta fin dal 1960 da parte del geologo Edoardo Semenza, di una enorme paleofrana che gravava sulla valle e che rischiava di mobilizzarsi nuovamente, venne scartata dagli altri geologi. Inoltre negli anni ’50, quando venne approvato il progetto per l’invaso artificiale del Vajont, non era previsto che la relazione geologica verificasse la sicurezza dei fianchi montani, bensì solo la solidità della roccia nel punto in cui si costruiva la diga. Il risultato è stato che la diga è rimasta intatta, mentre il fianco del Monte Toc è franato, generando l’enorme ondata che ha distrutto Longarone e altri paesi uccidendo quasi 2000 persone.

vajont2Dopo il disastro furono moltissimi gli studi scientifici effettuati sulla frana, alcuni dei quali hanno avuto un impatto anche sulla sicurezza delle popolazioni in altre aree del mondo.

Uno studio di Hendron e Patton del 1985, mise ad esempio in evidenza il ruolo avuto dall’acqua di falda nella caduta della frana: una falda in pressione situata al di sotto della paleofrana individuata da Semenza, aumentò l’instabilità del versante. Congiuntamente ad altri fattori, fra cui l’abbassamento del livello del lago artificiale, che i tecnici volevano svuotare in fretta e furia quando era ormai evidente l’imminenza del crollo, fu dunque la complessa interazione dell’acqua con le rocce del versante a innescare il disastro.

Dalla comprensione di questo si è arrivati, negli anni ’80, alla messa in sicurezza di un’area situata nella British Columbia (Canada), lungo il fiume Columbia. In quel punto la costruzione di una enorme diga e la creazione di un invaso proprio a ridosso di una enorme area franosa (la frana di Downie), somigliavano fortemente alla situazione del Vajont prima del disastro. Dopo lo studio di Hendron e Patton che aveva messo in luce il ruolo delle falde e della pressione dell’acqua nella stabilità delle frane, si provvide a realizzare una serie di drenaggi all’interno del corpo franoso, che ridussero fortemente i fattori di instabilità.

Un insegnamento venuto dal Vajont, che ha probabilmente salvato altre vite ed ha permesso di realizzare un’opera strategica per la produzione di energia elettrica. Del resto sono ancora oggi decine se non centinaia gli articoli scientifici che usano il Vajont come modello, e gli studi eseguiti su quella frana sono serviti a far fare passi avanti enormi nella conoscenza della meccanica delle rocce, dell’idrogeologia, della stabilità dei versanti: insomma di tutti gli aspetti di quella che viene chiamata Geologia Applicata.