Le aree verdi di Milano ‘ripuliscono’ la citta’ da oltre 30 tonnellate di polveri sottili PM10 in un anno. E’ il dato emerso dal convegno sul ‘Valore del verde’ organizzato a Palazzo Lombardia da Assofloro Lombardia con la partecipazione della Coldiretti regionale. “Non possiamo non considerare il valore strategico del verde sia per quanto riguarda la salute che per la qualita’ della vita”, ha spiegato in una nota Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia, in cui si ricorda che ogni anno lo Smog miete circa 800 vittime a Milano. “E’ per questo che il settore florovivaistico, strumento fondamentale di azione in tal senso, va sostenuto con una pianificazione strategica degli interventi”, ha aggiunto Prandini. “Una pianta adulta – ha affermato durante il convegno Rita Baraldi, ricercatore del CNR di Bologna – nell’arco di dodici mesi soddisfa il fabbisogno di ossigeno di 10 persone ed e’ in grado di assorbire dai 20 ai 50 chili di anidride carbonica, a seconda della specie”. Le varieta’ piu’ ‘mangia-Smog’ sono larici, cipressi, salici, pioppi, betulle, tigli, ontani e aceri. Ogni ettaro in piu’ di piante significa circa 20 chili in meno di polveri e Smog in un anno. E questo vale anche negli ambienti domestici: il ficus beniamino, l’edera e la felce tenuti in casa, ad esempio, ‘mangiano’ formaldeide, benzene e fumo di sigarette.
Smog: gli alberi di Milano “mangiano” 30 tonnellate di PM10 ogni anno
LaPresse/Piero Cruciatti
