Un terremoto di magnitudo 3.4 è stato registrato la scorsa notte in Basilicata. Il risentimento macrosismico è stato quantificato dall’INGV in un III-IV grado nella scala MCS nelle aree vicine all’epicentro, fra Avigliano e Ruoti, in provincia di Potenza. La profondità dell’ipocentro è stata localizzata a 17 km di profondità. Un evento sismico che si inserisce nella normale attività sismica dell’Italia, un paese caratterizzato da elevata sismicità per via della sua posizione proprio lungo il margine tettonico fra Placca Africana e Placca Eurasiatica.
Nel contesto italiano la Basilicata è una regione con elevata pericolosità sismica: buona parte del suo territorio è situato in zona 1, quindi con massima probabilità che si verifichino eventi sismici di una magnitudo elevata in un intervallo di tempo determinato. Quest’area è quella a ridosso della catena appenninica. La restante parte del territorio è invece classificato in zona 2, e una parte meno importante – situata a ridosso della Puglia – è classificata come zona sismica 3.
In questa regione italiana sono stati registrati in passato eventi sismici molto importanti e purtroppo devastanti. È il caso del terremoto del 16 dicembre 1857, considerato uno dei peggiori della storia sismica del nostro paese. Come sottolineato da un interessante articolo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il sisma del 1857 in Basilicata fu uno dei più distruttivi degli ultimi 2500 anni in Italia. Causò oltre diecimila vittime. E’ stato anche il primo terremoto i cui effetti siano stati documentati con l’uso di fotografie. Non era mai successo, anche fuori dall’Italia.

Si trattò senza dubbio di un evento catastrofico, che mobilitò una faglia su un settore di decine di chilometri: l’area colpita fu per questo molto vasta. Furono colpite l’attuale provincia di Potenza e la zona centro-orientale di quella di Salerno. I danni più ingenti ci furono nelle aree montuose, in particolare nell’alta Val d’Agri. Più di 30 centri abitati vennero praticamente rasi al suolo.
La Basilicata è stata storicamente colpita anche dai terremoti che avvengono in Irpinia. Ad esempio quello del 23 luglio 1930, che interessò il Vulture e la provincia di Potenza, o quello più recente del 1980, che causò migliaia di vittime fra Campania e Basilicata centro-settentrionale. Andando più indietro nel tempo, sempre nella zona dell’Irpinia a cavallo con il confine con l’attuale regione della Basilicata, un altro evento importante – e purtroppo catastrofico – fu quello del 1694.
Altra area sismicamente pericolosa in Basilicata è quella situata nei pressi del Vallo di Diano, in Campania: un terremoto molto forte avvenuto nel 1561 in questo fertile altopiano, causò pesanti danni anche in Basilicata.
Altre aree sono state interessate recentemente da eventi sismici in Basilicata: è il caso della zona del Monte Pollino, al confine con la Calabria. Vi sono poi state una quantità di terremoti minori, non per questo da trascurare, che hanno lasciato cicatrici e talvolta causato tragedie.