C’e’ “forte preoccupazione” perche’ molti stanno abbandonando volontariamente Preci a causa del terremoto: “Ritornare e’ poi complicato e per questo chiedo agli abitanti di non partire” dice il sindaco, temendo che possa trasformarsi in un paese disabitato. I suoi concittadini sono “stanchi, sfiduciati, sfiniti“. “Ma sto parlando con ognuno di loro e gli chiedo di non abbandonare Preci perche’ stiamo facendo tutto il possibile per risolvere i problemi. Tutto questo finira’ e ci saranno spazio e opportunita’ per tutti. Se invece si va via ora finisce che si trovano altre collocazioni e altri lavori. Quindi tornare e’ veramente difficile“.
Preci ha una popolazione di 750 persone, ma sono 550 quelli che effettivamente abitano il territorio. Per il sindaco un centinaio hanno gia’ scelto autonomamente di andarsene.
Rischio dispersione
“Le Marche sono fatte di piccoli paesi, specie quelli appenninici, molto caratteristici, abitati quasi per la maggioranza da anziani. Anche le attivita’ produttive sono tipiche e a carattere familiare. Dunque sulla ricostruzione di questi luoghi va fatta una riflessione profonda“: lo dichiara mons. Vinicio Albanesi, marchigiano. “C’e’ un vissuto da ricostruire per questo e’ necessario impegnarsi su tre fronti. Il primo e’ la scuola e l’Universita’, il valore culturale non puo’ essere disperso. L’Universita’ di Camerino deve restare un polo di attrazione per gli studenti. Il secondo fronte da salvaguardare e’ l’economia, le piccole attivita’ locali vanno sostenute, specialmente in un momento come questo in cui la crisi aveva gia’ falcidiato i piccoli commercianti“. “Ci sono da ricostruire le case, interi paesi e cio’ andra’ fatto nel pieno rispetto delle caratteristiche dei luoghi. Dunque, niente soluzioni avveniristiche ma una piazza, un campanile e intorno le case“.
“Non deportiamo, cerchiamo una soluzione”
L’obiettivo e’ “trovare una soluzione per tutti“, “ma non deportiamo nessuno”. Ci tiene a sottolinearlo all’Agi il sindaco di Visso. Una buona parte dei vissani non ha infatti accettato la soluzione del trasferimento temporaneo negli alberghi e nei residence sulla costa adriatica, tra Civitanova e Sant’Elpidio a mare, e preferisce restare a Visso. C’e’ resistenza nella comunita’, qualcuno parla di “deportazione, ci vogliono deportare“.
