Terremoto Emilia: riapre al pubblico il duomo di San Pietro Apostolo a Guastalla

Torna alla città il luogo di culto, ma anche un importantissimo bene artistico e architettonico, fondamentale per la comunità locale e regionale. E’ stata inaugurata oggi pomeriggio a Guastalla, nel reggiano, la concattedrale di San Pietro Apostolo, lesionata dal terremoto del maggio 2012. Dopo cinque anni e importanti lavori di consolidamento e restauro, il duomo è stato riaperto alla presenza del vescovo della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, monsignor Massimo Camisasca, del commissario per la Ricostruzione e presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dell’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, e del sindaco, Camilla Verona. Finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con 1.112.500 euro, i lavori di riparazione sono iniziati nel giugno 2015 dopo l’approvazione del progetto realizzato in tempi celeri dall’ufficio tecnico della diocesi e progettati e diretti dagli architetti Mauro Severi e Giancarlo Grassi. “Siamo orgogliosi di aver contribuito a ridare ai cittadini un luogo simbolo della loro comunità– afferma il presidente Bonaccini-. Veder rinascere i centri storici, a partire proprio da monumenti e chiese, è l’obiettivo che ci siamo dati dopo aver accelerato sulla parte privata con il raddoppio in un anno, registrato a fine maggio, dei contributi erogati per le abitazioni e le imprese. Ora affrontiamo la parte più complessa, quella pubblica, con l’intento di velocizzare la realizzazione degli interventi necessari e l’apertura della concattedrale di Guastalla è un segnale molto importante in questa direzione“. “La collaborazione con le sei diocesi interessate – prosegue Bonaccini – è stata ottima fin dall’inizio e per quanto riguarda l’edilizia legata al culto come struttura commissariale abbiamo già stanziato circa 250 milioni di euro. Voglio ricordare poi l’impegno del Cipe di destinare al progetto beni culturali “Ducato Estense” oltre 70 milioni di euro, che potranno essere utilizzati anche per i beni ecclesiastici delle zone colpite dal terremoto, e i 21 cantieri della cultura che apriranno in Emilia-Romagna, grazie a 51,6 milioni di eurodestinati dal Governo a opere di conservazione, manutenzione, restauro e valorizzazione di beni culturali, progetti che ricadono anch’essi soprattutto nelle aree alle prese con la ricostruzione. L’impegno è massimo, come meritano i nostri centri storici: ridare loro piena vita – chiude Bonaccini- vuol dire ricucire fino in fondo l’anima e l’identità dei nostri territori“.