Il terremoto del 24 agosto nel Reatino e quello del 26 ottobre tra Perugia e Macerata sono stati attivati da due faglie contigue e in continuità: “i due terremoti sono collegati per la loro similitudine, ma dobbiamo ancora capire se si trovano su due faglie distinte oppure su due segmenti della stessa faglia”, ha dichiarato il sismologo Alessandro Amato, dell’istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). I due sismi dunque legati fra loro, er ora i sismologi è capire come. Compito non semplice, considerando quanto sia complesso il sistema di faglie nella zona dell’Appennino. Per questo oggi all’Ingv c’è stata una lunga riunione tecnica. “E’ stata una rassegna di tutto quello che si sta studiando su quest’ultimo Terremoto, ma non e’ ancora stato possibile raggiungere conclusioni chiare“, ha osservato Amato.
L’incontro operativo di oggi e’ servito per “comprendere come organizzare i rilievi sul campo, individuare i punti in cui installare nuove stazioni mobili”, ha precisato la direttrice della Struttura Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) Daniela Pantosti. Le nuove stazioni mobili, le prime delle quali sono gia’ state installate oggi, si aggiungono a quelle attivate in occasione del Terremoto del 24 agosto: “adesso l’area da controllare si e’ estesa verso Nord di una ventina di chilometri, e’ praticamente raddoppiata – ha detto ancora Pantosti – e i nostri colleghi hanno gia’ cominciato la campagna per fare i rilievi“. Le reti mobili permetteranno di studiare la geometria del sistema faglie, insieme all’aiuto dei satelliti. Le prime immagini rilevate dalla costellazione Cosmo SkyMed, dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) sono gia’ arrivate e i tecnici dell’Ingv e dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irea-Cnr) sono al lavoro per processarle. “Grazie ai dati dei satelliti potremo avere un modello piu’ raffinato, ha osservato il sismologo massimo Cocco, dell’Ingv. “Al momento – ha aggiunto – abbiamo visto che la rottura della faglia e’ estesa in direzione Nord, da Norcia verso Visso”.
