Siamo in Calabria, in provincia di Reggio. E’ qui che si trova Pentedattilo, conosciuto da molti come il paese fantasma.
Il toponimo “Pentedattilo” significante “cinque dita” e derivante dal greco “Penta Daktylos”, fa riferimento alla forma della montagna che sovrasta, regge e protegge il paese: il Monte Calvario, suggestiva sommità all’interno dell’Area Grecanica.Definito uno dei luoghi più suggestivi dell’intera regione, venne fondato nel 640 a.C. dai Calcidesi. Fortino di controllo sulla fiumara di Santa Elia in epoca romana, abbandonato dopo la caduta dell’Impero, Pentedattilo finì sotto il dominio bizantino che si protrasse sino all’arrivo dei Normanni , in cui Pentedattilo diventò una Baronia prima sotto gli Abenavoli, baroni di Montebello, poi sotto gli Alberti.
Nel 1686 si consumò una terribile strage che fece rimbalzare il paesino dalla quiete alle pagine della storia e della leggenda: nella Pasqua di quell’anno gli Abenavoli, con il favore della notte, entrarono nel castello degli Alberti e massacrarono l’intera famiglia. A seguito di questo fatto nacquero varie leggende: una dice che un giorno l’enorme mano si abbatterà sugli uomini per punirli della loro sete di sangue; un’altra narra che che le torri in pietra che sovrastano il paese rappresentano le dita insanguinate di una mano ed è per questo motivo che Pentedattilo è stata più volte indicata come la mano del Diavolo e si dice che la sera, in inverno, quando il vento è violento tra le gole della montagna si riescono ancora a sentire le urla del Marchese Alberti.
Camminando nelle strette viuzze del paese si respira una pace particolare, imbattendosi nelle piccole abitazioni risistemate, ora sede di botteghe artigiane, e in negozietti in cui acquistare qualche souvenir, passando dalla Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo e dalla Chiesa della Candelora. Pentedattilo poteva certo avere fortuna come sito abitato, ma i rischi legati alle alluvioni e ai terremoti hanno indotto gli autoctoni a migrare verso altri lidi, tra cui Melito Porto Salvo. Ma Pentedattilo, relegato a paese fantasma, ha saputo risorgere offrendo alloggi di ospitalità e rivelandosi una particolare meta turistica grazie alle sue botteghe i legno, ceramica e vetro e al Museo delle tradizioni popolari.
