Oggi entra in vigore l’Accordo sul Clima di Parigi, il primo accordo mondiale della storia contro i cambiamenti climatici: per dargli piena attuazione serviranno una lunga serie di accordi che cominceranno ad essere negoziati nel corso della Cop22, la Conferenza Onu sul Clima di Marrakech che inizierà lunedì prossimo. Sono 94, su 192 firmatari, i Paesi che hanno ratificato l’Accordo.
“Abbiamo fatto in nove mesi ciò che avevan preso otto anni per il protocollo di Kyoto“, ha dichiarato la presidente la ministra francese dell’Ambiente, Ségolène Royal. Fra i grandi inquinatori del pianeta sono pochi quelli che mancano all’appello della ratifica: tra questi la Russia, l’Australia e il Giappone. I negoziatori devono ancora trovare l’intesa su diversi punti, come ad esempio: la definizione delle regole di trasparenza, la presentazione delle strategie nazionali verso il 2050, gli aiuti finanziari ai paesi in via di sviluppo, l’aiuto tecnico per le politiche di sviluppo “pulito”
“La sfida più importante a Marrakech è mettersi d’accordo su una scadenza per decidere le regole di applicazione dell’intesa, in particolare le regole di trasparenza“, ha dichiarato la negoziatrice francese Laurence Tubiana, per la quale il “2017 non è realistico, ma il 2018 è proponibile“.
“Il tempo stringe”

L’Organizzazione meteorologica mondiale ha confermato che la concentrazione mondiale media nell’atmosfera del biossido di carbonio, il principale gas a effetto serra, ha raggiunto per la prima volta nel 2015 la soglia simbolica delle 400 particelle per milione e ha già superato nuovi record nel 2016. A rischio quindi l’obiettivo essenziale dell’Accordo di Parigi, quello di limitare il riscaldamento mondiale al di sotto dei 2 gradi e si avvicinarsi per quanto possibile all’obiettivo di 1,5 gradi centigradi, così da evitare uno sconvolgimento climatico pericoloso e irreversibile. Parigi, però, “ha ridato la speranza al mondo intero“, dichiara Espinosa.
