Dopo le recenti ondate di freddo, che dal mar Glaciale Artico si sono riversate nel cuore della Siberia centrale e orientale, per merito del decentramento, sopra le coste artiche della Siberia centrale, del “lobo siberiano” del vortice polare troposferico, il manto nevoso sulle terre dell’Eurasia ha finalmente raggiunto una maggiore estensione. Ormai l’intera sezione della Siberia orientale e della Siberia centrale sono già coperte da uno spesso strato di neve fresca che rimarrà incollato al terreno per tutta la prossima stagione invernale, fino alla primavera del 2017. Dando uno sguardo alle mappe aggiornate del “U.S. National Ice Center”, diretto dal NOAA, si nota come ormai l’intera fascia siberiana, lì dove si estendono i più grandi boschi di conifere della Terra, è totalmente ricoperta da una spessa coltre di neve farinosa che sta producendo un consistente effetto “Albedo”.
![1877928-1366x768-[DesktopNexus.com]](https://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2016/11/1877928-1366x768-DesktopNexus.com_-300x169.jpg)
Il massiccio innevamento, sommandosi alle forti inversioni termiche notturne indotte dall’allungamento delle ore di buio, sta contribuendo ad attivare la “fabbrica del gelo” sui desolati territori della Repubblica della Jacuzia. In alcune aree della Jacuzia, già ben innevata grazie al robusto vortice polare troposferico che ha continuato a spingere nuovi nuclei di aria piuttosto fredda dal mar Glaciale Artico, i termometri ormai puntano sotto il muro dei -35°C -36°C, avvicinandosi sempre di più alla fatidica soglia dei primi -40°C che solitamente si cominciano a registrare proprio in questo periodo dell’anno.
Una minima al di sotto dei -35°C nei giorni scorsi è stata misurata a Ekyuchchyu, mentre nel celebre villaggio di Ojmjakon solo ieri si sono sfiorati per un solo decimo i primi -30°C, dopo una massima di soli -15,5°C. Si tratta di uno dei valori più bassi finora registrati. Queste temperature così basse, ma tutt’altro che significative per fine Ottobre, sono state favorite dai terreni innevati, dai cieli sereni e dalla ventilazione pressoché assente, ingredienti che nei giorni scorsi hanno agevolato lo sviluppo di un massiccio strato d’inversione termica che ha fatto sprofondare i termometri su valori abbondantemente al di sotto dei -30°C.
Il manto nevoso, superando i 2 metri di spessore, ha sepolto l’ingresso delle abitazioni costringendo gli stessi abitati a scavare dei tunnel sotto la neve per evitare di rimanere del tutto isolati. Il freddo tenderà ulteriormente ad intensificarsi anche nei prossimi giorni, merito dell’insistenza di un vasto ciclone extratropicale colmo di aria gelida di estrazione artica, a ridosso della costa della Siberia orientale, che riuscirà a spingere un blocco di aria molto fredda verso la Siberia centro-orientale, ove si isolerà nei prossimi giorni un grande serbatoio di aria piuttosto fredda che spianerà la strada al grande raffreddamento tardo autunnale (“raffreddamento pellicolare”) che formerà il futuro anticiclone termico sulle vaste lande euro-asiatiche.