Si chiama ‘Chronic Plus‘, il progetto dedicato alla presa in carico dei pazienti cronici nell’abito del progetto sperimentale Creg della Regione Lombardia, il vincitore del Premio S@lute 2016. Il riconoscimento, che ha l’obiettivo di celebrare l’eccellenza dell’innovazione italiana in sanita’, e’ stato consegnato ai vincitori nell’ambito del Forum dell’Innovazione in sanita’ a Palazzo Lombardia. Il progetto e’ stato sviluppato da Vree Health, societa’ del gruppo MSD Italia dedicata allo sviluppo di soluzioni di sanita’ digitale in ambito pubblico e privato. Il tutto in partnership con le cooperative dei medici di medicina generale che hanno aderito al progetto Creg in Lombardia, un nuovo modello di gestione dei pazienti cronici, che consente di migliorare la qualita’ di vita e il quadro clinico del paziente, oltre a garantire sostenibilita’ al Sistema sanitario nazionale.
Chronic Plus “e’ una soluzione che svolge tre compiti nel perimetro del progetto Creg“, ha spiegato Luca D’Attila, Direttore Vree Health. Il primo e’ quello di fornire una piattaforma informatica che consente al medico, al paziente e al sistema sanitario di scambiare dati e informazioni. Un altro aspetto e’ quello di erogare un servizio di call center attraverso un centro servizi: degli infermieri al telefono dialogano con il paziente per assicurare il rispetto del piano di cura definito dal medico. Infine dei dispostivi di tele medicina che consentono al medico di eseguire una serie di esami diagnostici di base direttamente nel proprio ambulatorio. La tecnoassistenza in Italia non viene ancora utilizzata in modo omogeneo come strumento della gestione della cronicita’ ma a “livello nazionale linee guida hanno dato preciso indirizzo per migliorare i percorsi di cura ricorrendo alle nuove tecnologie – ha spiegato D’Attila -. Ci aspettiamo che il Piano nazionale delle cronicita’ e il Patto per la sanita’ digitale incentivi tutte le Regioni ad attivare progetti in tale senso”. “Serve portare a sistema le esperienze gia’ presenti sul territorio, uscire dalla dimensione pilota e inserire questi servizi – ha concluso – nei livelli essenziali di assistenza“.
