Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio di Capodimonte, ha voluto ricordare e sottolineare che il rapporto tra Napoli e Marte è iniziato ben 400 anni fa con le osservazioni del napoletano Francesco Fontana (Napoli, 1585 circa – Napoli, luglio 1656) con gli strumenti ottici da lui prodotti. A lui vengono attribuite le prime mappe del pianeta e sembra sia stato lui ad intuirne la rotazione. “Era più giovane di Galileo e i due sapevano dell’esistenza l’uno dell’altro. Fontana aveva degli elementi di genialità poiché era un costruttore di cannocchiali, telescopi, conosciuto in tutta Italia“, “ha utilizzato questi strumenti per fare le sue osservazioni ispirandosi a Galileo. La qualità delle mappe lunari che ci ha lasciato fanno capire che i suoi cannocchiali erano di buona fattura“, “lui non era un accademico, era un bravo ottico con una passione per l’astronomia. Osservò Marte, Saturno, Giove, Venere” ma “è abbastanza buffo che abbia dedicati dei crateri sulla Luna e su Marte ma non c’è una via o un parco intitolati a lui in tutta Napoli“.
