Nel 2015 le residenti in Italia hanno avuto in media 1,35 figli per donna, valore in linea con la nuova fase di diminuzione avviatasi nel 2010 quando la fecondità ha toccato il massimo di 1,46 figli per donna. L’aumento della fecondità registrato a partire dalla seconda metà degli anni Novanta, dopo che nel 1995 si è toccato il minimo storico di 1,19 figli per donna, sembra dunque terminato. Per le donne italiane l’indicatore si posiziona su 1,27 figli per donna ma ammonta a 1,94 per le donne straniere. A fornire i dati è l’ISTAT. La crisi della natalità si riflette sulla composizione della fecondità per ordine di nascita. La diminuzione è particolarmente forte per i primi figli e spiega oltre il 73% del calo della fecondità totale della popolazione fra il 2010 e il 2015: il numero medio di primi figli per donna passa da 0,73 a 0,65. L’analisi territoriale conferma l’avvicinamento dei livelli di fecondità tra le regioni del Nord e del Centro (1,41 e 1,31 figli per donna) e quelle del Mezzogiorno (1,29 circa nel 2015).
L’indicatore di fecondità è più elevato per le residenti nelle Province Autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente 1,70 e 1,56 figli per donna), segue la Lombardia (1,44). Le differenze territoriali nella fecondità totale sono spiegate dal diverso contributo delle donne straniere, che al Nord ha un impatto più rilevante grazie alla loro maggiore presenza e alla loro maggiore propensione ad avere figli, mentre i tassi di fecondità delle donne italiane risultano in linea con la media nazionale. I livelli più elevati della fecondità delle donne straniere si registrano, infatti, tra le residenti al Nord (2,06 figli per donna contro 1,27 per le italiane). Hanno in media un numero più contenuto di figli le straniere che risiedono al Centro e al Sud (rispettivamente 1,73 e 1,79 figli per donna) (Prospetto 7).
Considerando la fecondità delle sole donne italiane, il più elevato numero medio di figli per donna si registra sempre in Trentino Alto Adige (1,53) tra le regioni del Nord, nel Lazio (1,28) tra quelle del Centro, e in Sicilia e Campania (entrambe 1,33) tra quelle del Mezzogiorno. Si tratta a ogni modo di livelli bassissimi. In tutto il Mezzogiorno la fecondità delle donne italiane è inferiore ai livelli del 1995; fanno eccezione l’Abruzzo (1,22) e la Sardegna; in quest’ultima regione i livelli, si attestano a circa un figlio per donna, come nel 1995 (1,07).
