Navi a perdere: cosa c’entra il delitto di Ilaria Alpi e del cameraman Miran Hrovatin?

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Il delitto di Ilaria Alpi, giovane e promettente inviata della Rai e del cameraman operatore Miran Hrovatin, a qualcosa a che vedere con le navi a perdere?

Dopo anni e anni di polemiche, divisioni, colpi di scena, accuse di depistaggio, tra mille dubbi e tante lacune, la domanda era sempre una: si trattò di un tentativo di rapimento finito in tragedia contro giornalisti scelti a caso o di un agguato premeditato e mirato contro testimoni scomodi di traffici illeciti nella Somalia del post Siad Barre?Sin dal 20 marzo 1994, quando la Alpi e Hrovatin furono freddati da un commando di sette persone, affiancatosi alla loro auto a Mogadiscio, esplodendo numerosi colpi di Kalashnikow, l’efferatezza della morte lasciò sgomenti i colleghi dei due giornalisti. Il 19 ottobre 2016 la Corte d’Appello di Perugia ha assolto Hassan dall’accusa di avere partecipato all’omicidio di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin. Omar Hassan ha scontato in carcere 17 dei 26 anni che gli erano stati inflitti.

ILARIA ALPITante le indagini, le perizie, le inchieste, mescolatesi, negli anni, ad una notevole mole di piste e ipotesi vagliate, ed appare però ormai indubitabile che Ilaria, nel compiere in pieno il suo dovere di giornalista, aveva scoperto qualcosa di grosso: un traffico d’armi e di sostanze tossiche, relazioni inconfessabili, affari sul filo della missione dell’Onu. La Alpi aveva raccolto informazioni e non solo a proposito di alcune navi, quali la Lynx. E Radhost, Jolly Rosso, Rigel oppure la Cunsky, le “navi a perdere”, le “navi dei veleni” che,dagli scali europei. portavano rifiuti tossici e radioattivi sulle coste dell’Africa. Nel marzo del 1994, pochi giorni prima di essere uccisi, forse Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, su una di quelle navi, ormeggiate nel porto somalo di Bosaso, ci erano anche saliti.

HROVATINIn ogni caso erano andati fin lì, a Bosaso, proprio per scoprire lo sporco affare del traffico internazionale di rifiuti velenosi e di armi; quello che da società e armatori con domicilio in Svizzera, Lichtenstein, Inghilterra, seguiva le rotte che conducevano in Somalia, con appoggio e complicità di mafia, camorra, ndrangheta e altre organizzazioni. I taccuini di appunti riempiti da Ilaria Alpi e le immagini girate da Hrovatin, che sono spariti, raccontavano quello che non si è mai saputo. Ventiquattro ore dopo l’agguato Ilaria Alpi sarebbe dovuta tornare in Italia. C’è tornata cadavere, lasciando in eredità non solo tanti misteri, ma anche la passione per il giornalismo e la ricerca della verità. Un premio a lei dedicato si svolge ogni anno a Riccione insieme a tanti altri minori. Un film, Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni, tante canzoni e libri. E poi ancora, strade, parchi, scuole a lei dedicati, persino una nuova specie di mammifero e un fiore portano il suo nome.