E’ lite tra i nipoti del premio Nobel Rita Levi-Montalcini per l’eredita’ di famiglia. Piera Levi-Montalcini e’ stata sfrattata dalla casa, nel centro di Torino, dalla Zefora srl, societa’ proprietaria dell’immobile riconducibile al fratello Emanuele. Al centro della querelle, anticipata oggi da la Repubblica, il testamento della madre morta nel 2014, Maria Gattone, che lascia l’intero palazzo in eredita’ al primogenito Emanuele, con l’obbligo per lui di lasciarlo in comodato gratuito alla sorella Piera che, dopo due anni si e’ vista invece arrivare l’ufficiale giudiziario con una ingiunzione esecutiva di sfratto. “Non c’e’ alcun rancore nei confronti di mia sorella. Lo sfratto non e’ stata una mia decisione”, fa sapere Emanuele attraverso il suo avvocato, Domenico Iodice. Lo sfratto e’ stato infatti avviato dall’amministratore della societa’ e non nei confronti di Piera, ma della figlia di quest’ultima, Claudia, a cui era intestato il contratto d’affitto. “La mia preoccupazione e’ che non venga persa nemmeno una carta del patrimonio culturale di famiglia – dice Piera -. Mettero’ tutto in un deposito, in attesa di portare le mie cose in Svizzera. E quando dovro’ rientrare in Italia andro’ a Roma, nella casa della zia. D’altra parte lei diceva sempre che e’ Roma la citta’ delle opportunita'”
