Negli ultimi anni, nel corso dell’attività clinica, abbiamo avuto modo di osservare un fenomeno allarmante: un numero via via crescente di bambini, molto spesso nei primi mesi di vita, vengono condotti all’ospedale con quadri clinici molto critici, alcuni a rischio di vita, in cui si rivela che la causa è un’intossicazione acuta da farmaci, spesso psicofarmaci quali neurolettici o ipnoinducenti, e da sostanze stupefacenti come metadone, cocaina o eroina. A denunciarlo è il rapporto di Terre des Hommes ‘Maltrattamento e abuso sui bambini: una questione di salute pubblica‘ presentato ieri nella Biblioteca Giovanni Spadolini del Senato. In questa emergente forma di maltrattamento, il chemical abuse, i lattanti hanno quadri clinici spesso di difficile interpretazione e per questo l’incidenza è sottostimata. Altre volte la diagnosi viene formulata quando le indagini tossicologiche vengono condotte, anche in assenza di sintomi da intossicazione chiari, dopo valutazione di multi problematicità del contesto familiare.Il bambino vittima di questa forma di maltrattamento rischia di avere conseguenze gravi per la sua salute, il suo sviluppo ed anche la sua stessa sopravvivenza, e per questi motivi è importante sospettare e diagnosticare tempestivamente questa sindrome. I farmaci o gli stupefacenti vengono generalmente utilizzati dal genitore per calmare il lattante che piange oppure per ‘risvegliarlo’ o riattivarlo in momenti di calma, con un modello di accendi/ spegni. Spesso questi quadri clinici sono associati ad altre forme di maltrattamento quali la Shaken Baby Syndrome o la trascuratezza grave, con danni ancor più gravi alla salute del bambino.
Salute e minori, nuove forme di maltrattamento: cos’è il Chemical abuse
