Scuole italiane: solo il 12,8% è costruito rispettando i criteri antisismici

Negli ultimi 3 anni sono stati più di cento i crolli avvenuti nelle scuole italiane e lo stato dei circa 43 mila edifici che accolgono ogni giorno bambini di tutte le età è il segnale di una emergenza strutturale.

Nonostante i 7,4 miliardi di investimenti e i 27mila interventi eseguiti, le riqualificazioni, però, procedono a rilento, soprattutto quelle relative all’adeguamento sismico e all’efficienza energetica.
È quanto emerge dal XVII rapporto Ecosistema Scuola presentato nell’ambito del primo Forum dell’edilizia scolastica organizzato da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club. A pochi giorni dal terremoto che ha colpito il centro Italia il 30 ottobre, Legambiente lancia l’allarme sulla sicurezza degli istituti, sottolineando come, nonostante alcuni miglioramenti, il dato relativo alla percentuale delle scuole costruite secondo criteri antisismici sia ancora troppo basso. Si arriva al 12,8%, in aumento di circa 4 punti percentuali rispetto al 2015. Lo stesso discorso vale per le certificazioni in quanto solo una scuola su due ha certificati di collaudo e idoneità statica.

CROLLI 2Per accelerare la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico, l’associazione ambientalista chiede il completamento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica per avere entro il 2020 un fascicolo del fabbricato per ognuna delle 43mila scuole esistenti in Italia, con tutte le informazioni e certificazioni indispensabili a individuare problemi e priorità di intervento; riduzione e semplificazione delle linee di finanziamento per superare le difficoltà di accesso ai bandi e di realizzazione degli interventi; cambiamento del ruolo della Struttura di missione per supportare i Comuni a superare i problemi di accesso ai bandi, coinvolgendo l’Anac per individuare procedure efficaci e trasparenti e le Esco per coinvolgere risorse e imprenditori privati nel processo di riqualificazione.

Dall’analisi di Legambiente emerge che il 65,1% delle scuole è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974 e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991). Sul fronte della sicurezza antisismica, anche se cresce la percentuale media degli edifici che hanno effettuato verifiche di vulnerabilità sismica ( dal 25% dello scorso anno è passata al 31%), rimane troppo bassa la media nazionale di quelli costruiti secondo criteri antisismici (meno del 13%) e per moltissimi edifici sono necessari interventi di manutenzione urgenti. Tra i nuovi indicatori inseriti quest’anno, si segnalano i dati sulle indagini diagnostiche, gli interventi ai solai delle scuole, la classe energetica degli edifici scolastici e la presenza di reti cablate.Le scuole che utilizzano fonti di energia rinnovabile sono il 16,6% con il Sud che, questa volta, presenta risultati migliori rispetto al Nord. La Puglia è la regione che utilizza più rinnovabili nelle scuole (66,7%), seguita da Veneto, Abruzzo, Trentino e Emilia Romagna.